Manovra, parla Carlo Bastasin: «Raggiunto un compromesso»

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (S) e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker a Palazzo Berlaymont per il vertice sulla manovra, Bruxelles, 12 dicembre 2018. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

Arrivato in nottata l'accordo tra Italia e Ue sulla legge di bilancio. Il professore di Politica economica europea all'Università LUISS ci spiega i nodi economici e quelli politici della vicenda


Bruxelles e Roma si stringono la mano; l’accordo tanto atteso sembra essere stato finalmente raggiunto e la procedura d’infrazione per debito eccessivo ora è solo un lontano incubo per il governo giallo-verde di Conte.

L’intesa, “tecnica”, come ha precisato il Mef, sarà sottoposta all’esame dei commissari europei in giornata. Più cauto è stato Palazzo Chigi  che ha precisato come al momento ci sono “comunicazioni verbali dei commissari Moscovici e Dombrovskis, ma non c’è ancora la comunicazione ufficiale da parte della Commissione”. “Il governo – dicono i capigruppo – andrà in Aula quando sarà ufficializzato l’accordo con l’Europa”. Nel frattempo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha inviato alla commissione europea una lettera in cui illustra la nuova proposta italiana sulla manovra ed è atteso alle 12 a Palazzo Madama per riferire ai senatori i nuovi contenuti della legge di bilancio e lo stato di avanzamento del negoziato con Bruxelles. Molto poche le notizie che filtrano da Palazzo Chigi circa le condizioni su cui si è trovato l’accordo. Per il successo dell’intesa informale è infatti essenziale che venga mantenuta la riservatezza, almeno finché Bruxelles non si sarà espressa. L’accordo ora deve affrontare il passaggio più difficile, quello tutto interno alla Commissione Ue tra colombe e Falchi; tra i più morbidi, come Moscovici e Dombrovskis, e i duri e puri dei paesi del Nord.

Se da Bruxelles le notizie arrivano con il contagocce, a Roma sono più generosi. Mentre i commissari europei studiano con la lente di ingrandimento i conti della finanza pubblica, i relatori italiani discutono su un pacchetto di emendamenti presentato ieri, che però non tocca i saldi della legge di Bilancio. Tra le novità, è stata ritoccata la tanto discussa ecotassa fino a 2.500 euro, che ora colpirà solo i Suv e i veicoli di lusso, mentre confermato l’ecobonus fino a 6000 euro per chi acquista un veicolo ecologico. Spunta anche una riforma dei concorsi pronostici sportivi: gli italiano dovranno dire addio alla cara vecchia schedina, che lascerà il posto ad un unico prodotto con maggiori possibilità di vincita. In arrivo anticipazioni di risorse da banche e Cassa depositi e prestiti per accelerare il pagamento dei debiti della P.a nel 2019. Entra in manovra anche il tradizionale decreto milleproroghe, che contiene un nuovo rinvio per la riforma delle intercettazioni.

Secondo Carlo Bastasin, professore di Politica economia europea all’Università LUISS, il dato più importante che gli ultimi sviluppi della contesa tra Roma e Bruxelles ci restituiscono non sarebbe economico quanto politico: “Non sappiamo esattamente cosa c’è dentro questa manovra – afferma il professore -. Il dato interessante è che il provvedimento è cambiato su pressione del dialogo europeo, questo significa che anche formazioni politiche partite in posizioni antagonistiche rispetto all’Ue hanno cambiato opinione, e addirittura natura, per trovare un compromesso. Significa che se se in futuro si dovesse ripresentare il rischio di una rottura con l’Unione, questo governo lo eviterà e farà il possibile per cambiare le proprie politiche, come sta facendo adesso. Il che è un dato rilevante, in quanto gran parte dei danni fatti fino ad ora dipendono dal sospetto che questo governo volesse rompere con Bruxelles, e addirittura uscire dall’Euro. Un rischio che, dopo questa controversa esperienza, sembra archiviato.”

Non è un giudizio ottimista quello del professor Bastasin sulla politica economica del governo: “In Italia c’è un problema di scarsa partecipazione al mercato del lavoro e queste misure sembrano aggravarlo, dal momento che si anticipa il pensionamento e si incoraggia il sussidio alla disoccupazione. Quanto alle altre misure sulle imprese, ce ne sono alcune che gli imprenditori giudicano molto criticamente, ad esempio non sembra che si possa andare verso una riduzione della pressione fiscale in futuro”. Inoltre, il professor Bastasin sottolinea l’incertezza che questo governo suscita nei confronti dei mercati e degli investitori: “Siamo riusciti a trovare una quadra per il 2019; tuttavia il timore diffuso è che per gli anni futuri le coperture non ci siano, e da un punto di vista razionale un attore economico anticipa le tasse future. Di conseguenza, se un imprenditore prevede che in futuro potrebbe pagare più tasse di quelle che sta pagando, potrebbe ripensare le sue decisioni di investimento”.

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