Pulici, portiere d’oro: “Persona vera e sincera, innamorato della sua Lazio”

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Il suo ex compagno Giancarlo Oddi e Cristian Ledesma (ex capitano dei biancocelesti) raccontano il portiere dello Scudetto del 1974 su Reporternuovo


Per conoscerlo un po’ meglio basta parlare con i suoi ex compagni. O con chi l’ha conosciuto come dirigente: “Era un uomo intelligente, sensibile, un grande portiere e una grande persona”. E ancora: “Un amico vero e disponibile”. Felice Pulici è stato tutto questo, portiere reattivo e persona d’oro, Campione d’Italia con la Lazio nel ’74 e presidente della Federazione italiana sport per sordi. Laureato in giurisprudenza e specializzato in diritto sportivo.

Un homo novus dopo il pallone. Pulici è scomparso a 72 anni a causa di una lunga malattia. Qualche tempo fa si era anche operato al cuore. Lascia la “sua” Lazio e raggiunge Maestrelli, l’allenatore del miracolo venuto a mancare nel 1976, quattro giorni dopo un famoso derby in cui Pulici bloccò qualunque cosa: “Quel pomeriggio parò grazie alle ali di Maestrelli”. Parola di Giancarlo Oddi, terzino di quella Lazio scudettata, raggiunto da Reportnuovo.it: “Io e Felice eravamo davvero legati, Maestrelli per noi era un secondo padre. Ora potrà riabbracciarlo”.

Anche Chinaglia, Frustalupi, Facco e Re Cecconi, gli altri protagonisti che non ci sono più. Perché la formazione di quella Lazio è come una filastrocca che ogni tifoso recita a memoria. E inizia con Felice Pulici: “E’ stato uno dei portieri più forti dell’epoca – racconta Oddi – un uomo del Nord che si era adattato benissimo alla realtà di Roma, abbiamo condiviso tanti anni insieme, anche quando è stato responsabile del settore giovanile”.

Tanti aneddoti, uno in particolare: “Una volta, contro il Verona, segnai un autogol. Da quel giorno mi ha sempre sfottuto, magari a cena o durante i nostri discorsi. Sempre col sorriso però”. E tanta passione: “Mi ha sempre colpito il modo in cui parlava di Lazio”. Parola di Cristian Ledesma, ex centrocampista della Lazio dal 2006 al 2015 oggi al Pro Piacenza in Serie C.

Più di 300 partite in biancoceleste, un rapporto unico con Felice Pulici ai tempi in cui era dirigente: “Era una persona eccezionale, Mi diceva sempre che ero un giocatore dei ‘suoi tempi’. Che poteva far parte di quella squadra di campioni. E mi ha sempre emozionato, perché stiamo parlando di gente che ha vinto un campionato con la Lazio. Sono questi i ricordi più belli, mi dispiace molto perché era una persona vera”. Il ragazzo che volava nei derby grazie alle ali di Maestrelli. Ora potrà farlo con le sue.

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