Andalusia: le ragioni della deriva verso destra

epa07206018 Far-right party Vox' leader Santiago Abascal (C) and the party's candidate for Andalusian regional Presidency, magistrate Francisco Serrano, pose for photographers during a press conference in Seville, Andalusia, southern Spain, 03 December 2018, a day after Andalusian regional election. A total of 12 MPs of Vox have won a seat in the Andalusian regional Parliament for fist time since its foundation.  EPA/Pepo Herrera

Il racconto dell'ultima tornata elettorale attraverso le testimonianze di due ragazze sivigliane. Cosa c'è dietro il declino del Psoe e la scalata di Vox


Bisogna iniziare a pensare a un’altra Andalusia, lontana dalle atmosfere orientali, dal profumo che si respira all’ombra della Giralda o sulle sponde del Guadalquivir, dove i ragazzi di tutto il mondo si ritrovano per ballare la Sevillana, con i bicchieri pieni di calimocho. Un manifesto d’integrazione e multiculturalità, messo in crisi dai risultati della tornata elettorale di domenica.

epa07205987 Acting Andalusian regional President Susana Diaz (3-R), candidate for re-election of Spanish Socialist Party PSOE-A; chairs a meeting of the party's executive committee in the party's headquarters in Seville, Andalusia, southern Spain, 03 December 2018. Diaz won the election but it did not gain the absolute majority. It is possible that Diaz does not get enough support to be re-elected as regional President, which might mean that, for first time, a Socialist Party's candidate won't run the region since the first regional election was held in Andalusia in 1982. EPA/Julio Munoz

Le consultazioni hanno segnato il declino del Psoe, il partito socialista operaio spagnolo, fermatosi al 28%, il minimo storico, con oltre 7 punti percentuali in meno rispetto al 2015.Per converso, e sarà la prima volta dal 1975, in parlamento ci saranno gli esponenti di Vox, la locale estrema destra che ha ottenuto l’11% delle preferenze, superando lo sbarramento. Suona strano: l’ultima volta che accadde c’erano Franco e la sua dittatura. Eppure funziona così, anche lì dove il ritmo delle nacchere è ancora coinvolgente: “Non ce lo aspettavamo nemmeno noi – spiega Laura, maestra 27enne di Siviglia – credo sia successo per un senso generale di frustrazione nei confronti della politica. Tutti hanno rubato e i socialisti, a lungo al potere, hanno badato ai loro interessi, non a quelli della gente”. Andare a scrutare le ragioni del voto è complicato: “Non credo possa farsi una distinzione tra giovani e anziani – prosegue la ragazza – Si voleva dare una svolta, un segnale e si è puntato sui meno conosciuti. Le persone si sono espresse senza badare troppo ai programmi. Non voglio pensare sia questa la nostra reale inclinazione”.

Gli fa eco Nieves, 27 anni e una laurea in scienze della formazione: “I cittadini sono stanchi della corruzione dilagante e degli scandali che hanno toccato il Psoe, allora hanno cambiato rotta. Purtroppo siamo analfabeti politici e abbiamo scelto una direzione pericolosa”. Che ha un motivo ben preciso: “L’estrema destra è stata votata dai giovani tra i 18 e 40 anni. Uomini e donne che non hanno conosciuto la dittatura e le sue conseguenze, a differenza dei loro genitori e dei loro nonni”. L’ultimo pensiero è per le donne: “Sono preoccupata, si parla di abrogare una legge che ci tutela contro gli abusi. Questo la dice lunga sui pericoli a cui andiamo incontro”.

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