Incontro Conte-Macron, si sblocca il caso Lifeline

ANSA /CHRISTOPHE PETIT TESSON

I due presidenti si incontrano a Roma e danno il via libera alle quote per la distribuzione dei migranti. Dubbi dalla Germania


Tra i capitelli neoclassici della Casina Valadier, l’elegante caffè del Pincio a Roma, si è svolto l’incontro «segreto» tra Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron. Molte le cordialità tra i due che, per un attimo, hanno eclissato le aspre polemiche che hanno coinvolto Italia e Francia sulla gestione dei flussi migratori. Proprio i migranti sono stati al centro del vertice tra i due presidenti, svoltosi a porte chiuse per oltre mezz’ora. Nello specifico a tener banco è stato il destino della nave Ong Lifeline, rimasta da diversi giorni in un limbo di incertezza su quale porto avrebbe dovuto ospitarla.

Ieri Conte ha annunciato la soluzione: Lifeline attraccherà a Malta e i 230 profughi trasportati saranno equamente redistribuiti in parti uguali tra vari paesi dell’Unione. È di oggi la notizia che la nave ha effettivamente ricevuto il «permesso» di dirigersi in acque maltesi, nonostante le difficoltà causate dal mare grosso.

Tuttavia la maggior parte dei Paesi europei pare scettica sulla possibilità effettiva di realizzare la proposta elaborata da Conte e Macron. Uno fra tutti la Germania. Il ministro dell’Interno Horst Seehofer avrebbe nei fatti «impedito» al suo Paese di partecipare al vertice sulla redistribuzione dei migranti, proponendo invece il respingimento al confine nei Paesi in cui sono stati già registrati. Seehofer, leader del partito di ispirazione conservatrice CSU, rappresenta l’ala più critica del governo tedesco sulla questione profughi, da sempre contrario all’ingresso in Germania di nuovi immigrati e fortemente critico verso le scelte della Cancelliera Angela Merkel su questo tema. Le spaccature nella grossekoalition del governo tedesco sarebbero talmente profonde da far prevedere nuove elezioni nell’immediato futuro. L’ipotesi è stata caldeggiata anche dal leader della SPD, il partito socialdemocratico tedesco, Andrea Nahles, secondo cui le proposte del ministro Seehofer sarebbero «in contrasto con tutto il diritto europeo». La Merkel, sempre più debole, si trova a combattere una guerra su due fronti, divisa tra una politica di accoglienza che l’ha portata ad un calo di popolarità senza precedenti e le idee del «falco» Seehofer, bavarese sempre più vicino alle posizioni del Gruppo di Visegrad che alle labili decisioni dei vertici europei.

Intanto l’Ong francese La Cimade denuncia un incremento fino al 700% dei respingimenti sulla frontiera di Ventimiglia. Secondo i dati della Police aux Fròntieres il numero di non-ammissioni in Francia è salito del 34% in più rispetto al 2016.

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