Il “governo del cambiamento” può nascere se

"Mattinata di lavoro molto proficua. Stiamo lavorando per dare il governo del cambiamento a questo Paese". Il tweet del premier incaricato Giuseppe Conte dopo l'incontro con Luigi Di Maio e Matteo Salvini (C). +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ ++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

M5s e Lega ragionano sullo spostamento di Paolo Savona al Ministero degli Esteri e l’ingresso di Fratelli d’Italia in maggioranza


La proposta di Luigi Di Maio di sacrificare la pedina di Paolo Savona al dicastero dell’economia, pur di far partire un governo politico, ha congelato l’ottantasettesimo giorno di crisi per la formazione di un esecutivo, in attesa di una risposta della controparte leghista. E così, dopo un’ennesima sequenza di ripensamenti, dichiarazioni contradditorie, cambi di registro e di attitudine, nessuno può scommettere che le prossime 24 ore siano davvero quelle decisive per lasciarsi alle spalle le incertezze di queste settimane. Eppure, il ritorno improvviso di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni nella capitale, annullati i rispettivi eventi di campagna elettorale per le amministrative del prossimo 10 giugno, è l’indizio che serve agli addetti ai lavori per sottolineare quanto sia realmente in corso una trattativa per la nascita di un governo gialloverde, sostenuto anche da Fratelli d’Italia. Oggi pomeriggio il segretario leghista e il capo politico del movimento si incontreranno per affrontare la questione demansionamento di Paolo Savona, che dal Ministero dell’Economia potrebbe essere dirottato agli Esteri. Sul punto, nella giornata di ieri la traiettoria del posizionamento di Salvini ha subito un ammorbidimento rispetto alle posizioni iniziali. Prima, nella serie di comizi in giro per Toscana e Liguria, si era detto indisponibile alla rinuncia di Savona, poi ha iniziato a pensarci. Tanto da prendere un aereo per gestire la trattativa in prima persona. Da quando l’ipotesi è balzata in campo, l’economista al centro delle speculazioni internazionali per il suo passato da accademico critico dell’euro, non ha proferito verbo, ma i giornali riferiscono abbia abbandonato Roma per tornare in Sardegna. Come suo sostituto, si fa il nome di Pierluigi Ciocca, per undici anni vicedirettore di Banca d’Italia.

 


Anche nelle ultime ore, l’ipotesi di un secondo tentativo per il governo Conte è parsa improbabile alla gran parte degli osservatori e commentatori politici sui giornali e in televisione. Matteo Salvini, dopo la rinuncia a formare un governo causata dal veto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla nomina di Paolo Savona come ministro dell’economia, ha detto di essere pronto ad andare a elezioni “il prima possibile”, sostenuto dalla quasi totalità dei sondaggi che indicano la sua Lega come il partito più in crescita dalle elezioni del 4 marzo. Lorenzo Pregliasco, fondatore di Youtrend, si è chiesto cosa sia cambiato rispetto giusto a qualche giorno fa. “Se Savona poteva essere spostato in un altro ministero, non potevamo risparmiarci la rinuncia di Conte, l’impeachment, le manifestazioni, l’incarico a Cottarelli, le elezioni a luglio?” ha twittato. La mossa di Di Maio però, disposto a riallacciare un rapporto diretto con la presidenza della Repubblica dopo essere arrivato a chiedere la messa in stato di accusa di Sergio Mattarella, ha messo Salvini in una condizione più difficile: se dicesse no alla nascita di questo esecutivo sostenuto da una maggioranza parlamentare, non potrebbe più eludere le responsabilità addebitandole al Capo dello Stato, e dovrebbe rispondere della nascita di un governo Cottarelli che rischia di non ricevere il sostegno di alcuna forza politica.

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