Alitalia: Montezemolo, Cassano e Ball indagati per bancarotta fraudolenta

Un aereo di Alitalia appena decollato dall'aeroporto di Roma, Leonardo Da Vinci, a Fiumicino, 11 aprile 2018. 
ANSA/Redazione Telenews

Nell'inchiesta della Procura di Civitavecchia tra gli indagati comparirebbero alcuni dei manager che guidarono l'ex compagnia di bandiera nel periodo antecedente al commissariamento


“Allacciatevi le cinture, Alitalia decolla” aveva detto Renzi il 4 giugno del 2016 in occasione della presentazione della nuova livrea della compagnia aerea. Peccato, però, che a distanza di due anni da quella affermazione, la condizione finanziaria dell’ex compagnia di bandiera non lascia intravedere nessun decollo.

Luca Cordero di Montezemolo con Cramer Ball, all'epoca ad di Alitalia, durante l'inaugurazione della nuova lounge Casa Italia all'aeroporto di Roma Fiumicino, 30 maggio 2016. ANSA/ TELENEWS

Il quotidiano “La Stampa” ha rivelato ieri che nell’inchiesta della Procura di Civitavecchia, tra i nomi degli indagati per bancarotta fraudolenta, ci sarebbero tre degli otto manager che si sono succeduti alla guida della compagnia dal primo gennaio 2015 al 2 maggio 2017, ovvero nell’”era Etihad”: Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo e l’australiano Cramer Ball.
Sulla base della sentenza del Tribunale di Civitavecchia dello scorso 11 maggio 2017 che ha dichiarato l’insolvenza dell’ex compagnia di bandiera, la Guardia di Finanza ha potuto ispezionare gli uffici della sede Alitalia di Fiumicino e, dall’analisi del materiale sequestrato, sarebbero emerse numerose criticità. Secondo gli inquirenti Cassano, Montezemolo e Ball sarebbero responsabili nell’ipotesi di bancarotta fraudolenta avanzata dalla Procura.

La gestione Etihad

 

Nel 2013 Alitalia è di fronte all’ennesimo fallimento. Il presidente Roberto Colaninno a ottobre di quell’anno presenta le dimissioni insieme all’intero cda, a seguito della decisione di concludere un nuovo aumento di capitale da 300 milioni di euro. Air France scende a quota 8% mentre subentra Poste Italiane, società pubblica, che acquisisce una quota di poco inferiore al 20%. Il primo gennaio 2015 la compagnia araba Etihad Airways acquista il 49 % delle quote di Alitalia- Cai (Compagnia aerea italiana) mentre la maggioranza è in mani italiane riunita sotto la holding Cai. L’obiettivo prefissato dalla società degli Emirati è quella di risanare l’azienda nel giro di tre anni.

Ma già nel 2016 le perdite stimate sono di 600 milioni e dopo appena due anni e quattro mesi arriva l’insolvenza. Nella sentenza del tribunale dell’11 maggio 2017 si fa riferimento all’ultimo bilancio depositato (relativo al 2015) “che registra una perdita d’esercizio pari a 408 milioni di euro e un rapporto di 1 a 2 tra attivo circolante e debiti.

Il commissariamento

I commissari straordinari Alitalia Enrico Laghi (S), Luigi Gubitosi (C) e Stefano Paleari durante la presentazione alla stampa dei commissari straordinari della compagnia, Fiumicino, 10 maggio 2017. ANSA/TELENEWS

Dal 2 maggio 2017 Alitalia è affidata ai tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Nella relazione sulle cause d’insolvenza si stima che nel periodo 2008-2015 il debito cumulato sia di 2 miliardi. L’anno scorso il governo ha accordato un prestito annuale di 900 milioni affinché l’attività della compagnia prosegui fino a che non si trovi un nuovo acquirente.

Intanto ieri è stato votato in Senato il decreto-legge che proroga, per la seconda volta, il termine di vendita di Alitalia fino al 31 ottobre prossimo.

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