Pompei, dai nuovi scavi un’altra vittima del Vesuvio

Foto di ANSA / CIRO FUSCO

Secondo gli esperti, lo scheletro appartiene a un uomo adulto con una disabilità alla gamba, morto schiacciato da un masso mentre cercava di scappare


Aveva 35 anni, un’altezza di circa un metro e sessantacinque, un po’ di artrosi e un’infezione ossea alla tibia che gli ostacolava i movimenti. Sono questi i primi tratti dell’identità ancora misteriosa dell’uomo fuggiasco, l’ultima scoperta archeologica di Pompei.

Foto di ANSA / CIRO FUSCO
Foto di ANSA / CIRO FUSCO

Schiacciato sotto un masso di tre quintali lanciato dal Vesuvio in eruzione che l’ha probabilmente decapitato, i suoi resti sono stati rinvenuti nella zona degli scavi più recenti, la Regio V tra il Vicolo dei Balconi e quello delle Nozze d’Argento. In quel punto «c’era uno slargo e forse una fontana, uno spicchio di terreno ancora ricoperto da un notevole strato di materiale piroplastico», ha spiegato il direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna. Il parziale collasso della terra addosso al corpo non ha permesso l’impiego della tecnica del calco di gesso per ricostruire la fisionomia dell’uomo, ritrovato ancora supino e con la parte superiore del busto coperta dalla pietra. Le analisi di laboratorio potranno fornire più dettagli sulla storia dell’ultima vittima conosciuta della tragedia di Pompei. Ciò di cui gli esperti sono sicuri è che l’uomo sia fuggito con possibilità risicate di salvarsi, con il vicolo già invaso da due metri di lapillo. La sua gamba malata deve averlo rallentato ancor di più, fino all’arrivo del masso dal cielo, che sarà rimosso a breve, a 1939 anni di distanza.

Una novità «drammatica ed eccezionale», ha commentato Osanna, che spera di ritrovare il cranio dello scheletro per poter risalire ai tratti del volto. Toni entusiastici anche da parte del ministro uscente della Cultura Dario Franceschini: «Ancora una scoperta eccezionale che farà il giro del mondo. Pompei è il simbolo di una storia di riscatto e di rinascita italiana».

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