Ramadan, il mese sacro squarciato dagli attentati

epa06755901 Iraqi rescuers cover bodies of people pulled from under the rubbles of buildings in the old city of Mosul, northern Iraq, 22 May 2018. Nearly 1,100 bodies have been recovered from the ruins of old city area western Mosul in three days, nearly ten months after taking control of the city from Islamic State (IS) militants. Some of the bodies are women and children believed to be from (IS) families, an Iraqi Civil Defense Officer said.  EPA/AMMAR SALIH

Durante la festività islamica cresce l'attività terroristica in Medio Oriente. E ieri un kamikaze a Baghdad ha ucciso sette persone


Di nuovo un attentato a Baghdad, dove un attentatore suicida si è fatto esplodere in un parco affollato da famiglie e bambini. Sette persone, tra cui un poliziotto, sono rimaste uccise dalla deflagrazione. Nell’attentato sono rimaste ferite almeno sedici persone. Fonti di sicurezza hanno riferito di avere individuato l’attentatore all’ingresso del parco di Shoala, in un distretto a maggioranza sciita a nord della città. L’uomo è riuscito a farsi esplodere prima che riuscissero a prenderlo.

È il primo attacco nella capitale irachena dall’inizio del Ramadan, momento di autodisciplina e purificazione spirituale del mondo islamico. Paradossale come durante un mese di preghiera e meditazione l’attività terroristica in Medio Oriente si intensifichi. Alla base di tutto la profonda crepa tra Sunniti e Sciiti, che continua a mietere vittime. Lo scorso anno, durante il Ramadan, sempre a Baghdad morirono 30 persone dopo l’esplosione di due autobombe. Nello stesso mese sacro un’autobomba provocò la morte di 90 persone a Kabul, mentre in Egitto un convoglio di bus di cristiani fu assalito da dieci uomini armati che uccisero 35 persone. Scavando ancor più indietro nel tempo: il 26 giugno del 2015, 26 persone morirono in un attentato in una moschea sciita in Kuwait, mentre lo stesso giorno in Tunisia un commando sparò sulla folla del Marhaba Imperial Resort uccidendo 38 persone. Nel 2016, furono 40 le vittime di un attacco all’aeroporto Ataturk, in Turchia. Tre giorni dopo, in Bangladesh, 20 persone furono assassinate in un bar da un commando. Appena ventiquattr’ore dopo a Baghdad un camion imbottito di esplosivo saltò in area uccidendo 300 persone.

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