MyTutela, l’app contro gli abusi su donne e minori

Applicazioni

Presentata a Roma la prima app al mondo su cui segnalare i contatti degli stalker e che sarà in grado di registrare ogni tipo di file minatorio e offensivo


app«MyTutela è la prima efficace risposta alla tutela che ogni vittima merita». Con queste risposte è stata lanciata la controffensiva nei confronti della cybercriminalità. Presentata oggi al tavolo interistituzionale presso il tribunale di Roma MyTutela, un’applicazione disponibile per tutti i dispositivi senza alcun costo. È la prima al mondo a consentire la registrazione in modalità forense di fotografie, video, messaggi e chat sulle principali piattaforme di messaggistica.

Il progetto partirà dalla capitale, con l’aspirazione di estendersi a tutto il territorio italiano e consequenzialmente anche all’estero. Obiettivo ultimo è quello di consentire l’utilizzo dei dati di acquisizione e conservazione online come prove valide per i sistemi giudiziari.

Ideatori del progetto sono l’ingegnere elettronico Marco Testi e il tecnico informatico Marco Calonzi, entrambi specializzati in cybercrime e reati di violenza su donne e minori, con la collaborazione di Susanna Testi, esperta di social network e collaboratrice di numerose start-up oltreoceano.

L’input principale a creare un simile sistema è stato l’omicidio di Sara di Pietrantonio, la 22enne soffocata dal fidanzato a Roma nel 2016. In quel caso il ragazzo aveva cancellato tutti i dati dal proprio cellulare, ritardando di molto le indagini in quanto il device della ragazza era protetto da password.

Il sistema è molto semplice: una volta scaricata l’applicazione, basterà segnalare il numero telefonico e l’indirizzo mail dello stalker per consentire al programma di registrare ogni file proveniente dall’aggressore, comprese chiamate e chat messaggistiche. Sarà previsto inoltre un calendario su cui le vittime potranno segnare tutti gli avvenimenti giornalieri, tenendo a portata di mano un resoconto completo degli atteggiamenti da loro ritenuti offensivi.  Una volta salvati, i file non potranno più essere cancellati, nemmeno in caso di distruzione della scheda di memoria del cellulare, in quanto archiviati su server online.

L’applicazione avrà anche un sistema di alert: qualora i messaggi e le chiamate più o meno minatori dovessero risultare insistenti, sul telefono compariranno diversi avvertimenti. È stato infatti installato un riconoscimento a scansione semantica del lessico più ricorrente in questi casi: oltre agli insulti omofobi e razzisti, anche espressioni come «lo dico a tutta la scuola» o «pubblico le tue foto» saranno riconosciute e immediatamente segnalate. Per il momento limitato a italiano e inglese, si prevede un’espansione del software ad altri idiomi mondiali.

L’app approderà sui sistemi Android già prima dell’estate, mentre si estenderà ai sistemi IOS entro la fine dell’anno.

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