Governo giallo-verde alla prova

Prime Minister designate Giuseppe Conte addresses the media after a meeting with Italian President Sergio Mattarella at the Quirinal Palace, Rome, Italy, 23 May 2018.ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Mattarella ha dato l’incarico di formare il governo a Conte, che oggi incontra i gruppi parlamentari di Camera e Senato


È nata la Terza Repubblica. Il governo del cambiamento. Così esultano grillini e leghisti. Quel che è nato sicuramente è un esecutivo giallo-verde con a capo un tecnico. O sta per nascere. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato al Colle il candidato premier Giuseppe Conte e gli ha conferito l’incarico di formare il governo. Dopo due ore di colloquio, il giurista ha accettato con riserva. Oggi il presidente incaricato comincerà le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato. Se tutto dovesse proseguire senza intoppi, allora domani il professore salirà di nuovo al Colle per sciogliere la riserva e per consegnare al capo dello Stato la lista dei ministri. Sabato potrebbe avvenire il giuramento del presidente del Consiglio e dei ministri e il governo a questo punto entrerebbe in carica. Questo è lo scenario che si potrebbe configurare nei prossimi giorni.

Ieri, dopo aver ricevuto il prestigioso incarico, Conte ha tenuto un discorso di quattro minuti nella sala stampa del Quirinale. Il candidato premier ha affermato che sarà “l’avvocato difensore degli italiani”, ma senza specificare da chi e da cosa dovrebbe difenderli. Dall’Europa? Probabilmente no, perché ha rassicurato che confermerà la collocazione europea e internazionale dell’Italia. Il professore-avvocato come lui stesso si definisce, ha poi continuato: «Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso, dal bilancio europeo al diritto d’asilo al completamento dell’unione bancaria. È mio intendimento impegnare a fondo l’esecutivo su questo terreno costruendo alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia tuteli e rifletta gli interessi nazionali.» Senza tuttavia precisare con chi abbia intenzione di fare alleanze e quali siano gli interessi che vuole tutelare. Infine ha promesso di impegnarsi per far sì che il contratto, su cui si fonda l’esecutivo, sia il fondamento dell’azione di governo. Contratto, che hanno scritto i due leader Matteo Salvini e Luigi di Maio e che ha visto la collaborazione del probabile nuovo premier.

Tuttavia su questo esecutivo giallo-verde pesa un’altra spada di Damocle: chi farà il ministro dell’Economia? Sia il segretario della Lega che il leader grillino su questo punto non mollano: ci vogliono l’economista Paolo Savona. Ma Savona non è ben visto dal Colle per le sue idee antieuropee e antieuro.

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