Germania e Cina, sì al lavoro sul nucleare con l’Iran

epa06758871 German Chancellor Angela Merkel (L) speaks during a joint press conference with Chinese Premier Li Keqiang (R) at the Great Hall of the People in Beijing, China, 24 May 2018. The German Chancellor is on a state visit to China from 24 to 25 May.  EPA/WU HONG

Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, impegnata in un viaggio di due giorni, dove avrà modo di discutere con il presidente cinese anche di dazi e investimenti


 

L’accordo sul nucleare iraniano non è l’ideale, ma l’alternativa è peggio, ecco perché continueremo a rispettarlo nonostante il presidente americano Donald Trump se ne sia tirato fuori. È questa la sostanza delle prime dichiarazioni rilasciate dal capo del governo tedesco Angela Merkel a margine dell’incontro avuto a Pechino con il presidente e premier cinese Li Keqiang. Il confronto ha rappresentato l’apertura del viaggio istituzionale in cui la cancelliera, accompagnata da uno stuolo di imprenditori connazionali, cercherà di trovare, per il suo paese e in rappresentanza dell’Unione Europea, un posizionamento sulla scacchiera economica internazionale in via di definizione, dopo le minacce di introdurre nuovi dazi e ridiscutere gli accordi di libero scambio paventate da Donald Trump. Su questo fronte la Merkel e Keqiang si dovrebbero muovere compatti, anche se gli allarmi lanciati dal Presidente degli Stati Uniti, come l’invasività degli investimenti cinesi nella progettazione di una filiera di infrastrutture nota come nuova “Via della seta” e l’abbassamento degli standard di protezione del lavoro imposti dalla competizione con i mercati asiatici, in linea di principio trovano consenso anche all’interno delle istituzioni comunitarie europee. Ecco perché dai colloqui di questi giorni ci si aspetta più un rinnovamento della fiducia reciproca e una ricerca di soluzioni commerciali pragmatiche più che una svolta nell’impianto complessivo delle relazioni multilaterali. Fa parte di questo cronoprogramma la discussione che i leader dei due paesi avranno sulla liberazione di Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, che da anni è detenuta dalle forze dell’ordine cinesi pur senza alcuni tipo di accusa. Il governo tedesco si è offerto di accogliere la donna ed è probabile che in questi giorni si raggiunga un accordo.

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