Governo, accordo rinviato. Salvini: “Serve ancora tempo”

The League (Lega) party's leader Matteo Salvini, addresses the media after a meeting with Italian President Sergio Mattarella at the Quirinal Palace, Italy, Rome, 14 May 2018.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Dopo l'ultimo colloquio di ieri pomeriggio non c'è ancora un governo. Salvini predica calma, la responsabilità sarà dai partiti


L’ultimo colloquio tra Salvinie Mattarella ha avuto un chiaro verdetto: “Serve tempo”. Altro tempo. “Quanto? Chi lo sa”. Parola di Matteo Salvini, uscito ieri dalla sala del Quirinale. A 72 giorni dalle elezioni politiche, e al sesto giro di consultazioni e mandati esplorativi, l’Italia non ha ancora un governo. Diverse motivazioni alla base della mancata decisione definitiva. Su tutte, il nome del possibile presidente del consiglio, che non sarà l’economista Giulio Sapelli, dato per favorito in un primo momento ma messo da parte nel giro di una notte: “Ci tenevo – ha detto il docente di Storia economica – volevo servire la patria ma va bene così, aiuterò il paese scrivendo libri”. L’argomento premier è ancora oggetto di frizioni tra Salvini e Di Maio. Quest’ultimo vorrebbe fare il presidente del consiglio, la sua ambizione è nota, ma le visioni dei due leader sono diverse, come dichiarato da Salvini dopo il colloquio al Quirinale: “Il tema della giustizia è centrale. Processi più brevi, anche su questo partiamo da posizioni differenti e io sono in questa veste non solo da leader della Lega, perché non voglio rompere l’alleanza di centrodestra”. Berlusconi– ringraziato da Salvini “per la possibilità di dar vita a un nuovo governo” – è stato riabilitato, ha l’agibilità politica ed è nuovamente candidabile. Come?  Basta che si dimetta un parlamentare di Forza Italia eletto in un collegio uninominale o della coalizione. Capitolo Premier: il toto-nomi porta ai profili di Giuseppe Conte– docente di Diritto privato e componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa – Guido Tabellini(ex rettore della Bocconi), Gianluca Vago(direttore dell’Università di Milano), Carlo Cottarelli(ex commissario sulla revisione della spesa) e la staffetta Di Maio-Salvini. Ma è l’ultimo problema. Mattarella ha preso tempo, non vuole mettere fretta ai due leader, la responsabilità, ora come ora, è in mano ai partiti (Lega e Cinque Stelle). Tra 48/72 ore potrebbe arrivare il via libero definitivo.

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