A Roma ogni quindici giorni un autobus prende fuoco

Un autobus di linea in fiamme in via del Tritone, Roma, 8 maggio 2018. ANSA/CLAUDIO PERI

Mezzi vetusti e manutenzione scadente sono alla base degli incendi che mettono in ginocchio il trasporto pubblico della capitale


Dell’autobus è rimasto solo uno scheletro di lamiere nel pieno centro storico di Roma, in via del Tritone, dove ieri mattina ha preso fuoco. Non è il primo dell’anno, altri nove dal gennaio 2018 sono stati divorati dalle fiamme, e non è stato neanche l’ultimo: un altro bus dell’Atac, la municipalizzata dei trasporti del comune di Roma, ha preso fuoco poche ore dopo, in via di Castel Porziano. Mezzi vecchi, immatricolati rispettivamente nel 2003 e nel 2004, accomunati dallo stesso destino: autocombustione per cortocircuito con conseguente scoppio degli pneumatici. Nessuna vittima, ma una commessa che lavorava di fronte alla fermata dell’autobus in via del Tritone ha riportato ustioni al braccio e al viso di primo e secondo grado.

ANSA/CLAUDIO PERI
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Anche se il fascicolo dell’inchiesta aperta dalla procura è tutto da riempire, i tecnici dell’Atac hanno già in mano le risposte di un incidente diventato cronico: negli ultimi tre anni sono andati in fiamme 169 autobus; 43 nel 2015, 36 nel 2016, 40 nel 2017 e 10 l’anno scorso. Le cause di questo virus che affligge la flotta del trasporto pubblico hanno una definizione ben precisa: deficit manutentivo, non l’ultimo dei tentacoli che strozzano l’Atac, azienda che ha chiuso il bilancio del 2017 con un passivo di circa 120 milioni e su cui ora pende la procedura di concordato preventivo, avviata lo scorso 18 settembre per provare a sanare il debito di oltre un miliardo di euro.

Prima dell’avvio del concordato, i fornitori dell’azienda, incerti sul futuro di Atac, hanno bloccato il rifornimento dei cambi a mezzi già di per sé penalizzati dal passaggio del tempo, con un’età media di dieci anni (contro quella di cinque in paesi come Germania e Danimarca). La scarsa manutenzione su circuiti elettrici e motori fa il resto, cavi esposti vicino a pistoni intrisi d’olio rendono l’incendio quasi inevitabile. Dal Campidoglio l’amministrazione pentastellata punta il dito sull’anzianità dei mezzi e ricorda il piano di investimenti, non ancora concretizzato, che prevede l’acquisto di nuovi settecento mezzi in cinque anni. Ma con l’arrivo dell’estate e del caldo, l’emergenza rischia di aggravarsi.

Nel frattempo la sindaca Virgina Raggi ha deciso, il 26 aprile scorso, di rimandare il referendum sulla liberalizzazione del trasporto pubblico, previsto il prossimo 3 giugno, a data ancora da destinarsi.

Di Elena Kaniadakis

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