Governo sì, governo no

Dopo le dichiarazioni di Renzi, l’ipotesi di un accordo Cinque stelle- Pd è improbabile mentre Salvini incalza per avere un preincarico


Niente governo. Dopo 56 giorni dalle elezioni, l’ipotesi più probabile è che si torni nuovamente a votare. Il mandato esplorativo che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito al Presidente della Camera Roberto Fico non ha avuto un esito positivo, almeno per ora. Si aspetta la direzione nazionale del 3 maggio del Partito Democratico, che molto probabilmente metterà fine a questo giro di consultazioni e di prove di alleanze.

Il leader pentastellato Luigi di Maio nei giorni scorsi aveva aperto all’ipotesi di un governo Cinque stelle – Pd, più volte aveva ripetuto «sotterriamo l’ascia di guerra e diamo un governo al Paese». E Fico, giovedì scorso quando si è concluso il suo mandato esplorativo, aveva dichiarato che il dialogo era stato aperto e che ci sarebbero stati degli sviluppi positivi.

Tuttavia Matteo Renzi, ex segretario del Pd, domenica sera intervistato da Fazio a Che tempo che fa ha negato definitivamente ogni possibilità di un accordo con il Movimento. Non è possibile, ha detto l’ex premier, allearsi con un partito-azienda che li ha sempre apostrofati come mafiosi, corrotti, amici delle banche e accusati di aver rovinato il Paese. Inoltre non c’è una convergenza sui programmi: i grillini vogliono abolire il decreto Lorenzin sui vaccini, il Jobs Act, la legge Fornero mentre i democratici hanno posizioni totalmente opposte. Divergenze anche su uno dei punti fondamentali del programma del Movimento: l’introduzione del reddito di cittadinanza. «Ho iniziato a fare politica contro il partito azienda di Berlusconi, non vorrei ritrovarmi alleato di un altro partito azienda di Casaleggio», così conclude Matteo Renzi la sua prima intervista televisiva dopo la disfatta delle elezioni.

Dichiarazioni taglienti che hanno provocato l’ira di Luigi di Maio. Il quale chiede il ritorno alle urne a giugno a causa dell’ego smisurato dell’ex segretario del Pd. E invoca nuovamente l’aiuto del leader della Lega Matteo Salvini «Chiediamo insieme al Quirinale di andare a votare giugno». Le dichiarazioni di Renzi non sono piaciute nemmeno a quella parte del Pd che guarda con simpatia ai cinque stelle. Maurizio Martina, attuale segretario del Pd, ha criticato fortemente Renzi accusandolo che avrebbe dovuto aspettare la direzione del partito per esprimere la sua posizione. Dello stesso avviso anche i ministri Dario Franceschini e Andrea Orlando, il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e l’esponente della minoranza dem Gianni Cuperlo.

Nel frattempo domenica scorsa si sono svolte le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia che hanno sancito la nomina del candidato leghista di centrodestra Massimiliano Fedriga con il 57% e con la Lega primo partito della coalizione. Male i cinque stelle, che con l’11,7% ottenuto hanno dimezzato i voti delle politiche. Abbastanza bene il Pd, che si attesta come secondo partito con il 18, 39%.

Salvini, approfittando dell’esito positivo delle regionali e di questa situazione di stallo, ha ventilato l’ipotesi di voler chiedere a Mattarella un preincarico per formare il governo. Il segretario della Lega non vuole assolutamente un governo istituzionale e ha detto che si batterà fino all’ultimo per dare un esecutivo all’Italia. Tuttavia anche in casa Lega non sono tutti d’accordo: Fedriga insiste per una riapertura delle trattive con i cinque stelle mentre Roberto Maroni si auspica un esecutivo breve per riscrivere la legge elettorale e tornare alle urne.

Intanto tra litiganti e mancati tentativi di alleanze, il Movimento cinque stelle ha cambiato il proprio programma elettorale, quello che gli elettori hanno votato lo scorso 4 marzo.

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