Scoperta nel cervello la «culla» della schizofrenia

ANSA/MICHAEL HALASSA
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Scienziati italiani hanno individuato le aree del cervello interessate dalla malattia


Nuova scoperta nella cura della schizofrenia.

Un team di ricercatori italiani ha individuato l’area del cervello che verrebbe principalmente interessata dalle alterazioni prodotte dalla malattia. La scoperta appartiene al Centro per i sistemi di neuroscienze e cognitivi (Cncs) dell’Istituto italiano di tecnologia con sede a Rovereto.

La schizofrenia, considerata unanimemente una delle più terribili malattie mentali per via dei gravi danni che produce sull’essere umano, consiste in una progressiva alterazione degli stati cognitivi, del comportamento e del pensiero. Lentamente il paziente perde la cognizione della realtà in maniera sempre più intensa, fino a veder compromessa per sempre la sua stabilità mentale ed emotiva. I ricercatori italiani sono riusciti a smentire la teoria finora in auge secondo cui le alterazioni della percezione avrebbero sede solamente nella corteccia frontale del cervello, luogo in cui risiedono le funzioni di linguaggio e programmazione delle azioni.

Lo spettro delle immagini dell’attività cerebrale, rilevato con la tecnica della risonanza magnetica, ha mostrato come le alterazioni cognitive non siano effettivamente presenti solo nell’area della corteccia frontale. Il danno si estenderebbe infatti a tutte le funzioni cognitive superiori, alterandole. Questo squilibrio porterebbe ad un malfunzionamento della «comunicazione» tra la corteccia cerebrale ed altre aree del cervello.

La scoperta rappresenta un importante passo avanti nello studio di terapie farmacologiche per arginare una piaga che ogni anno costa la vita a 2.500 persone all’anno.

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