Firenze, senegalese ucciso a colpi di pistola sul Ponte Vespucci

Morto uomo ferito a colpi di pistola a Firenze

A sparare è stato un 65 enne incensurato, di nazionalità italiana. Intenzionato a suicidarsi, l'uomo non avrebbe trovato il coraggio di compiere il gesto e avrebbe rivolto l'arma contro una persona a caso


Morto uomo ferito a colpi di pistola a Firenze

Omicidio in pieno giorno sul ponte Amerigo Vespucci a Firenze. Poco prima della 12 un uomo di 65 anni, R.P, cittadino italiano, ha sparato più volte ad una persona di colore ed è stato arrestato poco dopo. L’uomo fermato avrebbe sparato una dozzina di colpi con una Beretta regolarmente detenuta. La vittima è un venditore ambulante di ombrelli di 54 anni, di nazionalità senegalese. In base a quanto ricostruito dagli investigatori l’uomo fermato per l’omicidio, incensurato, avrebbe cercato in un primo momento di suicidarsi per motivi economici, non riuscendo a trovare il coraggio di compiere il gesto. Quindi sarebbe uscito in strada deciso a commettere un omicidio per finire in carcere in modo da non pesare più sui suoi famigliari. Inizialmente avrebbe incrociato una famiglia con bambini, desistendo dalle sue intenzioni, poi il venditore ambulante a cui ha sparato. E’ quanto avrebbe comunicato agli inquirenti l’uomo, che non sarebbe lucido e alternerebbe momenti di pianto a momenti di calma. Un biglietto di addio, indirizzato alla figlia, sarebbe stato ritrovato nella sua abitazione in Oltrarno. E’ stata una pattuglia dell’Esercito, formata da personale del 186/o reggimento paracadutisti Folgore impiegata nell’operazione Strade Sicure a individuare e bloccare l’uomo, poi portato in questura dalla polizia. I militari intervenuti erano stanziati in difesa del vicino consolato americano sul lungarno e sono intervenuti dopo aver udito i colpi di arma da fuoco.

Dopo essere stati messi al corrente dell’uccisione del connazionale, un centinaio di senegalesi hanno iniziato una protesta sul Ponte Vespucci per esprimere la loro rabbia per l’accaduto. Il ponte, che era stato riaperto dopo la rimozione della salma, è stato di nuovo isolato dalle forze dell’ordine, intervenute sul luogo per cercare di convincere i manifestanti a sciogliere il picchetto. Attualmente il gruppo ha iniziato un corteo di protesta percorrendo il lungarno in direzione della questura per avere chiarimenti sui motivi dell’omicidio. “Abbiamo raccolto già due morti in questa città e abbiamo mantenuto la calma. Stavolta basta”, ha commentato Pape Diaw, esponente della comunità senegalese di Firenze. “Ci devono spiegare perché ha sparato. Non ci devono dire che è un pazzo. Siamo arrabbiati e non ci piace che questa cosa sia avvenuta in questo momento politico dell’Italia” ha aggiunto Diaw. “Vogliamo sapere chi è quest’uomo che ha ucciso un nostro connazionale e perchè” spiega Mamadou Sall, attuale portavoce della comunità senegalese. “La comunità del Senegal a Firenze non ha parole, questi fatti stanno accadendo da tempo, ci stiamo organizzando per avere una risposta dalle autorità a questo omicidio gratuito. Se sicurezza ci deve essere in città – ha concluso Sall – ci deve essere per
tutti, anche per noi”. Il pensiero corre automaticamente alla strage avvenuta a Firenze il 13 dicembre 2011, durante la quale due ragazzi provenienti dal Senegal furono uccisi a colpi d’arma da fuoco a Piazza Dalmazia. All’epoca a sparare fu un estremista di destra sostenitore e attivista del gruppo politico neofascista CasaPound, suicidatosi mentre le forze dell’ordine gli davano la caccia. Anche nel 2011 il fatto di sangue aveva suscitato vive proteste da parte della comunità senegalese.

Angelo Berchicci

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