Isis, i servizi segreti avvertono: “Minaccia jihadista concreta in italia”

Controlli di sicurezza in piazza San Pietro prima dell'Angelus, Citta' del Vaticano, 6 Novembre 2016. 
ANSA/GIUSEPPE LAMI

Secondo il rapporto annuale dell’intelligence italiana, l’Europa – e il nostro paese – non sarebbero ancora al sicuro da nuovi attacchi terroristici


Quanto più l’Isis si indebolisce all’interno, tanto più diventa pericoloso all’esterno. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’intelligence presentato oggi a Palazzo Chigi. «Quale effetto delle perdite subite nella roccaforte sirio-irachena – si legge nella relazione – Daesh ha potenziato la propria azione di propaganda a sostegno del jihad individuale». E l’Italia non sarebbe immune da questo pericolo, anzi, rivestirebbe «un ruolo di rilievo nell’immaginario e nella narrativa jihadista». A tal proposito, i servizi segreti citano due casi emblematici, quello dell’italo-marocchino membro del commando degli attacchi di Londra e quello dell’italo-tunisino che aggredì un poliziotto a Milano lo scorso maggio. La relazione parla di «forza persuasiva della propaganda jihadista, in grado di innescare derive violente in persone apparentemente integrate».

L’intelligence segnala anche la pubblicazione di messaggi in lingua italiana da parte dell’Isis, che spingono alla radicalizzazione dei musulmani italofoni e dei cosiddetti “foreign fighters”. Nel 2017 non sono state registrate nuove partenze dall’Italia verso i territori di guerra, ma il rapporto quantifica 129 “fighters” collegabili al nostro paese. Il processo di radicalizzazione, inoltre, non avverrebbe solo sul web, ma anche in circuiti familiari, centri di aggregazione e carceri, definiti dall’intelligence «fertile terreno di coltura per il virus jihadista».

Alessio Esposito

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