Gentiloni: “Niente più canone Rai per oltre 230mila famiglie”

Il premier Paolo Gentiloni inteviene alla presentazione dei risultati dell'agenzia del demanio nel 2017, Roma, 19 febbraio 2018. ANSA/BARCHIELLI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Intanto Grasso si dice scettico sulla possibilità di confermare il primo ministro dopo il voto del quattro marzo


75 anni ed un massimo di ottomila euro di reddito nell’arco di dodici mesi. Chiunque si trovi in possesso di tali requisiti sarà dispensato dal versamento del canone Rai per l’anno 2018. A comunicarlo il premier Paolo Gentiloni, intervenuto all’Agenzia del Demanio in occasione della presentazione del bilancio per il 2017. Il decreto, firmato dal ministero dell’Economia e dello Sviluppo economico, garantirà l’esonero dal pagamento dell’imposta ad oltre 230mila nuovi nuclei familiari. Fino ad oggi erano 115 mila: diventeranno più del triplo.

Il premier Paolo Gentiloni inteviene alla presentazione dei risultati dell'agenzia del demanio nel 2017, Roma, 19 febbraio 2018. ANSA/BARCHIELLI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
Il premier Paolo Gentiloni Ansa Foto

Positivo il commento della Rai che ha salutato con favore la notizia, ritenendo la disposizione in linea, non solo con quanto previsto per le emittenti pubbliche europee, ma anche con i principi di uguaglianza sostanziale e libertà di accesso all’informazione sanciti nella Costituzione.
Presente ma anche futuro, perché Il presidente del Consiglio ha fatto sapere che è già pronto un piano di investimenti pari a 38 miliardi di euro per i prossimi anni.

Intanto, in vista del quattro marzo, si infiammano i toni del dibattito politico. Duro e Scettico Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, sulla possibilità di vedere Gentiloni ancora premier: “E’ quello che ha proposto tre fiducie alla Camera e cinque al Senato per votare una legge elettorale truffa, con cui si da la preferenza ad una lista e si eleggono i candidati di un’altra”.

Ma le polemiche non si esauriscono qui. Massimo D’Alema, infatti, a Radio Capital ha ritenuto “lunare” la possibilità di una vittoria Dem. Dopo la stoccata, il mirino si è spostato su Romano Prodi, colpevole, a suo dire, di aver definito “Compagni che sbagliano” gli esuli del Partito Democratico: “Con grande amicizia gli dico che, affermando di votare Insieme, voterà per Casini e Renzi e, ritengo non si utile né al paese né al centrosinistra.”
Niente sconti nemmeno a proposito dei Cinque Stelle, ai quali D’Alema contesta di non avere contezza della situazione: “Io ho una pregiudiziale nei confronti dei neofascisti e di chi mette a rischio la democrazia, non nei loro. Tuttavia non hanno un progetto, una classe dirigente e mescolano temi di destra e sinistra. Non mi sembra una prospettiva per l’Italia”.

 

 

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