Politica e musei, le posizioni dei partiti sulla cultura

Giorgia Meloni leader di FDI discute con il direttore del Museo Egizio Christian Greco dutante la conferenza stampa di presentazione dei candidati davanti al Museo Egizio, Torino, 9 febbraio 2018 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

In vista delle prossime elezioni, i vari partiti stanno prendendo posizione anche sull'argomento "cultura". E intanto la vicenda Meloni-museo egizio fa ancora discutere.


Cultura gratis, sì o no? È giusto che i cittadini debbano pagare per fruire dello sconfinato patrimonio artistico italiano? Oppure bisognerebbe abolire i biglietti d’ingresso per promuovere la conoscenza dei nostri beni culturali? La questione è aperta e trova spazio anche in diversi programmi elettorali, in vista delle votazioni del prossimo 4 marzo. Solo qualche giorno fa Giorgia Meloni attaccava il direttore del museo egizio di Torino, reo – secondo la leader di Fratelli d’Italia – di essere «razzista verso gli italiani», a causa degli sconti speciali sul biglietto istituiti per le coppie di lingua araba.

Senza entrare nel merito della questione, risulta evidente come la cultura sia diventata, negli ultimi tempi, uno dei temi al centro del dibattito pubblico. Il nocciolo della questione è molto semplice: da un lato c’è la volontà di rendere la cultura più “accessibile”, dall’altro l’impellente necessità di badare al bilancio del Ministero dei Beni Culturali. Su questo sottile equilibrio si gioca la partita all’interno dei vari programmi elettorali.

Il Partito Democratico propone l’apertura dei musei fino a mezzanotte e punta forte su Matera “Capitale della Cultura Europea 2019”, come opportunità di rilancio economico per tutto il meridione. Il Movimento 5 Stelle, invece, mette nel mirino la decentralizzazione dell’amministrazione dei beni culturali e, di conseguenza, l’abolizione della riforma Franceschini. Secondo i pentastellati lo Stato supporta e concede autonomia soltanto alle principali attrazioni turistiche italiane, trascurando tutte le realtà provinciali.

Nel suo programma la coalizione di centrodestra parla genericamente di “sviluppo e promozione di cultura e turismo”, ma maggiori indicazioni arrivano dalle dichiarazioni della Meloni: «Una volta al governo, attueremo uno spoil system automatico per tutti i ruoli di nomina». La minaccia, neanche troppo velata, è nei confronti di Christian Greco, il direttore del museo egizio di Torino, che però non rischierebbe nulla: la sua nomina, infatti, dipende dalla Fondazione Museo delle Antichità Egizie, nel cui consiglio il Ministero di Beni e delle Attività Culturali detiene un solo seggio.

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