Macerata, annullata la manifestazione antifascista

manifestazione Macerata

Sempre più infuocate le polemiche politiche dopo i fatti di Macerata. Il sindaco della città ringrazia per la rinuncia alla manifestazione. Intanto la tensione sociale si allarga fino a Roma.


È stata annullata la manifestazione antifascista, antirazzista organizzata dalle principali organizzazioni della sinistra, prevista a Macerata per sabato 10 febbraio.

Gli organizzatori hanno infine deciso di sospendere l’iniziativa, rispondendo al disperato appello del sindaco della città marchigiana che ha chiesto di “non alimentare ulteriormente divisioni e violenze”.

A Macerata è scesa una cortina di piombo e la tensione è palpabile a tutti i livelli.

Non va meglio nel resto del Paese; a Roma, davanti al Colosseo (luogo prediletto del dissenso ideologico) è stato appeso a testa in giù un manichino marchiato con la croce celtica, seguito da uno striscione su cui campeggia una velata minaccia: “Minniti e fascisti, la vostra strategia della tensione non passerà”.

L’atto intimidatorio è stato rivendicato dal gruppo di ispirazione comunista Noi Restiamo.

Ad alimentare il fuoco delle polemiche arrivano le parole del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale riferisce di “aver ricevuto minacce” dopo la visita ai feriti del raid.

“Per fortuna sono stato cresciuto da comandanti partigiani, i fascisti non vanno tenuti in considerazione. Non mi fanno paura” ha riferito il ministro in risposta alle intimidazioni.

Al commiato sociale si sostituisce però ben presto la polemica politica.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando ANSA / CIRO FUSCO
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando
ANSA / CIRO FUSCO

Orlando coglie infatti l’occasione per sottolineare le responsabilità delle forze politiche avversarie per l’accaduto; “Berlusconi e Salvini sono degli irresponsabili” dice il ministro a Radio Capital, “giustificare un comportamento criminale dandogli un valore politico è un rischio enorme”. Orlando conclude l’intervento con una pacata considerazione “se un nostro concittadino avesse fatto una cosa del genere all’estero cosa sarebbe stato detto?”. Salvino risponde alla chiamata in causa “Orlando e il suo governo farebbero meglio a lavorare. è il PD il responsabile delle tensioni sociali”.

Intanto Luca Traini, il responsabile della sparatoria degli scorsi giorni, in carcere dopo la convalida dell’arresto per strage, dichiara di “essere vicino a Pamela e a sua madre”.

Durante l’interrogatorio al pm, Traini ha riferito come la notizia dell’uccisione e del successivo smembramento del corpo di Pamela sia stata “la molla che mi ha fatto sbroccare”, inducendolo a colpire altri nigeriani, in una sorta di vendetta verso la comunità straniera.

Fino ad ora nessuna parola di pentimento è arrivata da Traini per il gesto commesso.

Intanto ieri sera a Macerata si è svolto un corteo pacifico degli abitanti per chiedere giustizia per Pamela. In prima fila la madre della giovane, Alessandra Vermi.

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