Un’ Olimpiade per fare pace

Members of Movement of One Corea, hold up banners with a cutout mascot of the PyeongChang 2018 Winter Olympic Games Suhorang during a campaign for success in the first high-level Inter-Korean talks in more than two years, downtown in Seoul, South Korea, 08 January 2018. The Inter-Korean talks will take place at the border village of Panmunjom on 09 January and one of the points of discussion will be North Korea's possible participation in the PyeongChang Winter Olympics.  ANSA/JEON HEON-KYUN

In prossimità dei Giochi si riaprono i negoziati fra le due Coree, non accadeva dal dicembre 2015


Bastavano le Olimpiadi verrebbe da dire. Nell’antica Grecia i giochi fermavano guerre e conflitti, oggi consentono la ripresa del dialogo tra le due Coree: non accadeva dal 2015.
Ad un mese esatto dalla data fissata per l’inaugurazione, Nord e Sud tornano a confrontarsi con il resto del mondo spettatore interessato. Parlare di miracolo è prematuro ma l’apertura delle negoziazioni è senza dubbio segnale confortante. Lo sport unisce, ancora una volta, divenendo veicolo per superare confini ritenuti invalicabili.
Il vertice è iniziato la scorsa notte, in un luogo dalla simbologia forte e dal nome emblematico: la “Casa della pace”. Correva l’anno 1953 e nel villaggio di Panmunjom, veniva decretata la fine della Guerra di Corea, conflitto destinato a non spegnersi mai del tutto.  Il trentottesimo parallelo da retta immaginaria si trasformò in cortina di ferro con la dittatura a nord e la cultura occidentale a radicarsi nella parte meridionale di una penisola, vicina geograficamente ma lontana per costumi e tradizioni.

Members of Movement of One Corea, hold up banners with a cutout mascot of the PyeongChang 2018 Winter Olympic Games Suhorang during a campaign for success in the first high-level Inter-Korean talks in more than two years, downtown in Seoul, South Korea, 08 January 2018. The Inter-Korean talks will take place at the border village of Panmunjom on 09 January and one of the points of discussion will be North Korea's possible participation in the PyeongChang Winter Olympics. ANSA/JEON HEON-KYUN
Members of Movement of One Corea, hold up banners with a cutout mascot of the PyeongChang 2018 Winter Olympic Games /ANSA JEON HEON-KYUN

Le elezioni di Trump e i test nucleari di Kim Jong – Un nell’ultimo periodo hanno innalzato livelli di guardia e tensione, i cinque cerchi tentano di stemperarla, i frutti cominciano a vedersi. La linea rossa di comunicazione militare è stata riaperta: era tra i punti cardine dell’incontro tra Cho Myoung- Gyon, ministro dell’Unificazione e capo delegazione per il Sud e Ri Son Gwon, designato, dall’altra parte, a rappresentare il regime. Si continuerà a discutere nelle prossime ore, valutando la possibilità di consentire agli atleti nordcoreani di partecipare alla manifestazione, pur se in considerevole ritardo. In un responso positivo confidano Tae – Ok e Kim Ju Sik, pattinatori d’artistico che rischiano di essere esclusi dalla competizione per il ritardo nelle iscrizioni della federazione d’appartenenza. Il Cio, a tal proposito, ha dato massima disponibilità, consapevole degli equilibri delicati e delle ripercussioni che potrebbe cagionare un eventuale diniego.
Sport ma non solo, perché, fanno sapere da Seoul, in agenda c’è pure il miglioramento delle relazioni intercoreane e il ricongiungimento delle famiglie smembrate dalla guerra degli anni cinquanta.

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