Usa: passa la riforma fiscale di Trump

epa06399100 A man in a mask of US President Donald Trump stands in front of the New York Stock Exchange during a protest against new tax legislation that is close to being passed by the United States Congress in New York, New York, USA, 19 December 2017. The new tax legislation, which opinion polls are finding to be increasingly unpopular, makes changes to, among other things, the corporate and personal tax rates in the United States and many economic experts have warned that the US deficit will be adversely affected as a result of lost tax revenue.  EPA/JUSTIN LANE

Per un mero tecnicismo è rinviato di poco il primo successo legislativo dell’amministrazione Trump, "la più grande della storia" a detta del Presidente. Tagli ad aliquote fino al 21%, ma per i democratici è “una rapina della classe media”


Donald Trump è ormai vicino ad ottenere il primo successo legislativo con la sua riforma fiscale. Ieri pomeriggio i numeri alla Camera dei rappresentati e al Senato hanno parlato chiaro. Qualche modifica apportata nell’ultimo passaggio dell’iter legislativo ha reso necessaria una nuova votazione alla Camera (prevista per questa mattina) e rimandato di poco quella che sembra una vittoria annunciata per il governo Trump. “È stato approvato il più grande taglio delle tasse e riforma fiscale della storia” ha affermato sulla piattaforma twitter the Donald, che non può non sorridere per questo regalo di Natale in anticipo. È un segnale importante e la possibilità di rilancio per il Presidente più anziano della storia americana dopo un anno difficile, tra Russiagate e i casi in New Jersey e Alabama.

epa06399099 An effigy of US President Donald Trump is carried in front of the New York Stock Exchange during a protest against new tax legislation that is close to being passed by the United States Congress in New York, New York, USA, 19 December 2017. The new tax legislation, which opinion polls are finding to be increasingly unpopular, makes changes to, among other things, the corporate and personal tax rates in the United States and many economic experts have warned that the US deficit will be adversely affected as a result of lost tax revenue. EPA/JUSTIN LANE
Caricatura di Donald Trump davanti alla Borsa di New York EPA/JUSTIN LANE

È un segnale forte anche dal partito repubblicano che risponde compatto alla chiamata. Alla camera 227 voti a favore contro 203 (tra cui 12 repubblicani), e al Senato 51 a sostegno della riforma contro 48, tutti democratici. Trump è convinto della validità di questa manovra sostenendo che questa possa alzare del 4% il prodotto interno lordo. Molti i punti toccati dalla riforma. Significativo è il taglio dell’aliquota sugli utili dell’impresa dal 35 al 21% a favore di tutte le aziende, il più grande dopo la presidenza Regan. Le multinazionali, come Apple o Microsoft, potranno far rientrare in America i capitali versando un prelievo “una tantum” del 7.5%, o del 14,5% se in contanti. Eppure gli sgravi previsti se per le imprese non avranno una deadline, per le persone fisiche dureranno fino al 2025.

“È una pura e semplice rapina della classe media” tuona la democratica Nancy Pelosi prima della votazione alla Camera, e con lei il senatore Chuck Schumer, che in Senato ha provato a fermare il testo. Tra i punti che hanno tanto indignato i detrattori della riforma c’è l’inserimento di una deduzione sui redditi da immobili commerciali, che favorirà Trump e il genero Kushner. La manovra di 1.500 miliardi di dollari è un regalo per il Paese sostiene il Presidente. Per banche e grandi aziende questi tagli suonano come un vero e proprio aiuto, ma da un lato i lavoratori dipendenti non potranno più sottrarre l’importo fisso di 4.150 dollari, e dall’altro professionisti come avvocati e medici subiranno ridimensionamenti degli sgravi. Per ora Trump, impugnando la sua penna, aspetta solo di firmare e festeggiare. Almeno una volta per quest’anno.

Alfredo Toriello

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