L’importanza di chiamarsi Chiara

Italian blogger Chiara Ferragni on the occasion of the lighting ceremony of the Christmas illuminations in Milan, Italy, 01 december 2017.
ANSA/MATTEO BAZZI

La fashion blogger tra le più seguite al mondo ha fondato il suo impero su strategie di marketing raffinate che lasciano poco spazio al caso


Come ha fatto Chiara Ferragni a diventare Chiara Ferragni? È forte la tentazione di attribuire almeno parzialmente al caso l’ascesa inarrestabile di seguito (e ricchezza conseguente) da parte di alcuni fenomeni mediatici legati al boom dei social network. Chiara Ferragni sorriderebbe di una simile illazione: essere Chiara Ferragni è un lavoro. Un miliardo di like totalizzati sulle varie pagine social, 11 milioni di follower, 17 mila post soltanto su Instagram. Eppure quando ha cominciato, Chiara era una ventenne cremonese come tante che condivideva la sua vita, ovvero una rappresentazione della sua vita, su Flickr. Oggi si stima il suo fatturato annuo in circa 30 milioni di dollari, ma la strada da Cremona a Los Angeles non è stata casuale. Il passaggio ai social più in vista è stato progettato con un programmatore esperto del web, anni fa legato sentimentalmente alla Ferragni. Lo stile delle pagine è stato pensato come un’imitazione delle fashion blogger più famose in America. La lingua scelta fin da subito per la comunicazione è stata l’inglese. Il risultato è stato una fama crescente negli Stati Uniti che solo negli ultimi anni è giunta in Italia.

Italian blogger and fashion designer, Chiara Ferragni, poses for photographers as she arrives for the amfAR charity dinner during the fashion week in Milan, Italy, 21 September 2017. ANSA/MATTEO BAZZI
Chiara Ferragni, foto: ANSA/MATTEO BAZZI

Mettendo da parte gli impressionanti numeri di una donna che ha fatto della sua passione una fortuna, Chiara Ferragni ha dimostrato intelligenza e astuzia. Tanti sono i fattori alla base del suo indubbio successo. In primis l’immagine dell’imprenditore che ce l’ha fatta da solo. La trentenne cremonese, per quanto possa essere stata supportata agli albori dalla famiglia, ha indubbiamente creato dal nulla un vero è proprio impero economico. Al punto da diventare un caso di studio da parte dell’università di Harvard. A questo si deve legare l’immagine di paladina della “femminilità imperfetta”. Criticata per i suoi piedi, colpita sull’aspetto fisico, senza perdere il suo stile ha risposto a tono con un hashtag tramite i suoi social #bodyshamingisforlosers (l’attacco sul fisico è da perdenti). Eppure ciò che ha permesso alla Ferragni di crearsi quella figura di influencer sempre nella parte è la sua “filosofia”. Non è di molto tempo fa la furiosa polemica del web per una pelliccia indossata dalla blogger. Eppure lei, seguendo la sua linea: “faccio ciò che voglio”, non abbocca alle critiche rimanendo coerente con il suo personaggio costruito sul web. Essere un personaggio in vista immancabilmente porta ad essere soggetti alle critiche e Chiara Ferragni, amata o odiata, riesce a far parlare di sé e di quel personaggio sapientemente costruito per mietere follower.

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