Di Maio a La7: “Fuori dall’euro, però…”

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Il candidato premier del M5S aggiusta il tiro su Facebook e sul fronte interno apre alle alleanze


“Uscirei dall’euro ma solo come extrema ratio”. Desta perplessità la dichiarazione del candidato premier del M5S Luigi Di Maio, rilasciata ieri a L’Aria che tira, su La7. Nell’occasione l’esponente pentastellato ha precisato che un eventuale abbandono della moneta unica sarebbe conseguenza diretta della scarsa attenzione rivolta all’ Italia da Bruxelles.
primo pianoParole che stridono con la linea moderata tenuta negli ultimi mesi dal Movimento sulla questione UE. L’abbandono dell’Eurozona non era, infatti, lo scopo principale dei grillini, interessati piuttosto ad intavolare trattative per ottenere vantaggi e cambiamenti radicali nell’ambito delle politiche economiche europee.

Secca la replica di Matteo Renzi, che ha aperto un acceso scontro sui social. Il segretario del Partito Democratico, su Twitter, ha definito “folle” l’affermazione dell’avversario costretto nelle ore immediatamente successive ad abbassare il tiro su Facebook: “Il nostro obiettivo di governo non è assolutamente l’uscita dall’euro ma rendere la permanenza del nostro Paese nella moneta unica una posizione conveniente per l’Italia. È una scelta pragmatica, non ideologica. La vera follia è fare finta che tutto vada bene e lasciare tutto così com’è”.
Sul fronte interno, invece, Luigi Di Maio ha mostrato segnali di apertura riguardo la possibilità di alleanze nel caso in cui non raggiungesse la soglia del 40% dei voti: “La sera delle elezioni faremo un appello pubblico alle altre forze politiche che sono entrate in Parlamento, presentando il nostro programma e la nostra squadra. Governeremo solo con chi ci sta”. L’ipotesi di un Gentiloni bis, pur se di breve durata, come prospettato da Silvio Berlusconi, non piace, infatti, ai Cinque Stelle.
Di Maio ha poi puntato il dito contro la nuova legge elettorale, attribuendole il peccato originale di essere stata progettata per mettere insieme PD e Forza Italia, altrimenti incapaci di governare: “L’incastro è impossibile, l’unica occasione di stabilità siamo noi. O sostengono noi o si torna a votare”.

Queste parole trovano un sottile margine di conferma nella crisi del centrosinistra, riconosciuta dallo stesso Matteo Renzi in un’intervista al Corriere della Sera: “È evidente che il mio consenso personale non è più quello del 2014 e da maggio ad oggi il PD ha perso quasi sette punti. Siamo una squadra forte, siamo già con questi sondaggi negativi il primo gruppo parlamentare. Vogliamo essere, però, il partito più votato”. Così l’ex premier lancia il guanto di sfida in vista della prossima campagna elettorale.

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