Caso Bellomo: il Consiglio di Stato valuta la destituzione

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L’uomo, accusato di aver abusato per anni delle proprie studentesse, è nell’occhio del ciclone. Sospeso anche il collega Davide Nalin, sospettato di aver aiutato il consigliere nelle sue molestie


Contratti per stagisti dalle clausole quanto mai “particolari”, fedeltà assoluta al superiore e alle sue regole e diffamazione a mezzo stampa. Questo il modus operandi contestato al membro del Consiglio di Stato Francesco Bellomo. Le donne colpite dal “modello Bellomo” erano tutte studentesse che frequentavano i corsi della scuola di formazione per magistrati in diritto amministrativo “Diritto e scienza”.

L’uomo, oltre ad avere una notevole considerazione dei propri mezzi – tanto da arrivare a specificare il proprio QI pari a 188 punti nel Curriculum Vitae – imponeva alla firma del contratto di collaborazione alcune clausole particolari per le proprie stagiste. Minigonne, tacchi alti, divieto di fidanzarsi o di sposarsi previa autorizzazione da parte del consigliere e rischio di perdere la borsa di studio qualora il potenziale compagno\a fosse valutato negativamente dal magistrato.
bellomoMa non solo: le studentesse firmavano una clausola secondo cui il proprio addestramento poteva diventare soggetto di ricerca per la rivista Diritto e scienza – organo ufficiale dei corsi del giovane magistrato – e sulle sue pagine venivano raccontati, direttamente dal professore, particolari della relazione tra il consigliere e le donne o tra loro e i propri partner. Una gogna, una macchina del fango, infallibile e alla quale tutte le stagiste erano sottoposte periodicamente.

Dopo anni di violenze e abusi, però il muro di omertà che circondava il magistrato è stato abbattuto: le ragazze ad essersi ribellate sono momentaneamente 8. Ma, visti i tanti anni passati dietro la cattedra, il consigliere rischia moltissimo. Nel frattempo è già stato sospeso dall’insegnamento e il sito sul quale pubblicava i racconti delle proprie studentesse è stato chiuso.

E’ di ieri la notizia che il consigliere di stato è stato formalmente indagato dalla Procura di Bari per estorsione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, era stata inizialmente aperta senza ipotesi di reato, ma i nuovi elementi raccolti hanno convinto la magistratura a contestargli la fattispecie prevista dall’articolo 629 del codice penale.

In parallelo, è stata fissata al 10 gennaio la discussione della questione disciplinare dall’adunanza generale del Consiglio di Stato. Sarà poi il Consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa a decidere su Bellomo, che rischia la destituzione. Destituzione che prevede la rimozione dai ranghi del Consiglio di Stato ed è la massima sanzione prevista in materia.

Intanto Davide Nalin, collega del consigliere di Stato sia in magistratura che nella scuola di formazione “Diritto e Scienza”, è stato raggiunto da un provvedimento d’urgenza di sospensione dalle funzioni e dallo stipendio con collocamento fuori ruolo da parte del Csm. Nalin, accusato di essere il mediatore tra Bellomo e le ragazze, ha dichiarato che impugnerà il provvedimento e ha negato il suo coinvolgimento in tutta la vicenda.

Sempre nella giornata di ieri è stata ascoltata a Bari una delle presunte vittime, l’avvocatessa 28enne Rosa Calvi. In qualità di persona informata sui fatti ha raccontato di essersi rifiutata di aver firmato il contratto propostole da Bellomo, ma di non aver parlato tempestivamente per paura di ripercussioni sulla sua carriera. Ha inoltre aggiunto di essere a conoscenza di almeno quattro casi analoghi al suo. Calvi però non rinuncerà al suo sogno di entrare in magistratura, “perché so che fare il magistrato non è questo e non bisogna permettere alle persone di rubare i sogni”.

 

Salvatore Gabriele Imperiale

Nicolò Delvecchio

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