Ragazza stuprata ad una festa
Due ospedali negano pillola del giorno dopo

L'episodio, successo lo scorso 15 dicembre a Colonia, è venuto alla luce solo ora grazie alla denuncia di una ginecologa. La 25enne si è vista rifiutare per due volte la prescrizione del farmaco da strutture cattoliche


Una doppia violenza. Prima stuprata. Poi, in cerca di aiuto, respinta da due diversi ospedali. Era iniziata come una normale serata a casa di amici. Forse qualche drink di troppo. Poi qualcuno, che evidentemente tanto amico non era, l’ha drogata. E violentata. Arrivata nell’ospedale cattolico St Vinzenz di Colonia, i medici le hanno negato la pillola del giorno dopo, utile per stroncare una possibile gravidanza indesiderata. Stessa storia anche al Sacro Spirito. La ragazza, 25 anni, accompagnata dalla madre, ha dovuto sentire un altro “no” alla sua disperata richiesta.

L’episodio è successo più di un mese fa, il 15 dicembre, e solo giovedì è venuto alla luce grazie alla denuncia di una ginecologa, Irmgard Maiworm, alla quale la ragazza si era rivolta subito dopo lo stupro. “Per una questione morale sono state rifiutate le cure a una donna profondamente traumatizzata. Quale morale è mai questa?”, ha spiegato la dottoressa al Kölner Stadt-Anzeiger, il giornale della città.

“Dopo una violenza sessuale dovremmo fare un colloquio per la pillola del giorno dopo e fornire la ricetta – aveva detto alla ginecologa il medico di turno del St Vinzenz – ma questo non è conciliabile con i valori cattolici e non lo possiamo fare”.

L’arcivescovado di Colonia ha negato che negli ospedali cattolici della città possano avvenire simili episodi. Dopo questa odissea, finalmente, la ragazza è stata accolta in un altro ospedale, il Kalk, sempre a Colonia.

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