Condannati 26 uomini per stupro
Per sette mesi violentarono una dodicenne

Pene tra i 7 e i 9 anni. La sentenza dell'Alta Corte di Mardin chiude una vicenda giudiziaria che per dieci anni ha suscitato polemiche continue . In primo grado i giudici avevano considerato la bambina "consenziente"


Avevano violentato una bambina di 12 anni. Ripetutamente, per sette mesi. Era il 2002 e loro erano in 26. Avevano “acquistato” la vittima delle loro violenze da due donne che l’avevano messa in vendita come un qualunque pezzo di carne. Oggi sono stati tutti condannati a pene di reclusione fra i 7 e i 9 anni.

Con la sentenza dell’Alta Corte Criminale di Mardin, nell’Anatolia sud-orientale, si chiude una vicenda giudiziaria che per dieci anni ha suscitato polemiche continue in Turchia, Paese in cui gli stupri e le violenze sulle donne sono all’ordine del giorno e le uccisioni femminili sono aumentate del 1.400 per cento dal 2002.

La piccola N.C., così è nota alle cronache la protagonista della vicenda, dopo gli stupri aveva denunciato i suoi aguzzini alle autorità. Ventitre di loro vennero arrestati. Ma alla prima udienza del processo vennero tutti rimessi in libertà. La bambina, allora, si era appellata al guardasigilli turco Cemil Cicek per chiedergli di intervenire affinché non le venisse negata giustizia.

La successiva sentenza di primo grado, emessa dalla corte di Mardin, aveva condannato i 23 imputati a pene fra uno e 6 anni di carcere, nonostante la reclusione minima per stupro secondo il codice penale turco fosse di 10 anni: i giudici avevano accolto la tesi dei difensori secondo i quali la bambina sarebbe stata consenziente.

La sentenza era poi stata annullata dalla Corte Suprema d’Appello, che aveva ordinato la ripetizione del processo.  In questi dieci anni, intanto, i reati di natura sessuale in Turchia sono aumentati del 400 per cento.

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