«Salviamo i risultati della legge Lorenzin. Sconcertante ridiscutere l’obbligo alla vaccinazione»

Uno dei cartelloni pubblicitari della campagna pro vaccinazioni voluta dal'Ordine dei Medici di Como, 15 novembre 2018.
ANSA/MATTEO BAZZI

Così la Fondazione Gimbe, che da anni monitora il Servizio sanitario nazionale, commenta la discussione in Senato di 5stelle e Lega che vorrebbero emendare il testo.


In commissione Sanità al Senato si discute, ancora, sui vaccini. La legge Lorenzin, entrata in vigore nel giugno 2017, per i 5 stelle e la Lega andrebbe modificata, cancellando l’obbligo alla certificazione vaccinale che permette di accedere al nido e alle materne. Dalla Fondazione Gimbe di Bologna, che da anni monitora lo stato del Servizio sanitario nazionale, attraverso la campagna Salviamo l’Ssn, la reazione è quella dello sconcerto. “Parliamo di un disegno di legge che andrebbe approvato, ma già il fatto che se ne discuta ancora è grave” commentano. “Eliminare l’obbligo della presentazione delle certificazioni per l’accesso alle scuole vuol dire andare contro una buona legge che era stata fatta. E che stava iniziando a dare i suoi frutti: il 21 marzo scorso abbiamo pubblicato un report sull’attuale situazione della vaccinazione in età pediatrica. Abbiamo pubblicato il riscontro tra il pre e il post Lorenzin: la legge ha avuto un impatto positivo, che ha condotto a un aumento delle vaccinazioni, sia obbligatorie che consigliate, e  una copertura media nazionale del 95%”.

Sotto la lente d’ingrandimento della Fondazione Gimbe, le singole regioni: “Ognuna ha la sua storia, i numeri non sono omogenei: ci sono regioni come la Sicilia, che si colloca nella cosiddetta zona gialla, quindi non gravissima, per quanto riguarda la vaccinazione dell’esavalente, mentre è rossa per la trivalente e verde invece per l’antivaricella, punto debole dell’Emilia Romagna, che per quanto riguarda invece gli altri vaccini presenta una media incoraggiante. Disparità regionali di natura probabilmente culturale, ma che andrebbero indagate in altri studi” commentano dalla Fondazione.

VACCI

Schermata 2019-04-01 alle 16.49.04“Quello che emerge di certo dallo studio è che l’obbligo alle vaccinazioni ha condotto a una copertura vaccinale del 95%, permettendo ai bambini immunodepressi di partecipare alla vita scolastica, senza correre il rischio di contrarre la malattia dai compagni non vaccinati.”

“Come sostenuto quindi dal presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani, è sorprendente che si metta in discussione uno straordinario successo della sanità del nostro Paese e non invece le non poche criticità della sanità italiana” conclude la Fondazione.

 

 

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