Roma, una comunità contro la droga

Massimo Barra, fondatore del centro di primo soccorso e riabilitazione «Villa Maraini»: «La tossicodipendenza è una malattia cronica, ma la guarigione è possibile»


Fondata più di quarant’anni fa dal dottor Massimo Barra, Villa Maraini nasce dall’esigenza di dare una risposta al dilagare della droga nel nostro paese.

Agenzia Nazionale della Croce Rossa Italiana per le tossicodipendenze, situata negli edifici, prima in disuso, della CRI a Roma, la fondazione opera quotidianamente, 24 ore su 24, dando assistenza di primo soccorso e fornendo aiuto e terapie ai tossicomani:
«Non utilizziamo un solo metodo per curare le persone che usano sostanze stupefacenti, ma una strategia combinata – ci spiega Massimo Barra –  tutti i tossicomani sono diversi l’uno dall’altro e sono diversi da sé stessi, quindi non sono loro che devono adattarsi alla terapia ma è la terapia che deve adattarsi al tossicomane. La persona va messa sempre al centro, comprendendola e ricordando che non è un semplice pacco postale da smistare».

Grazie ad un lavoro continuo e quotidiano dei tanti volontari, degli assistenti sanitari e dei terapeuti che credono nel progetto, la fondazione Maraini ha salvato da overdose, negli ultimi vent’anni, più di 2500 persone.

Va ricordato che il percorso non è mai semplice, né da iniziare e né da completare:

«In Italia ci sono 90 mila persone che tutti giorni vanno a prendere il metadone nei presidi. Quando la cocaina è scesa dai salotti per arrivare nelle strade, si è avuta l’illusione che l’eroina fosse stata soppiantata e che i drogati classici non esistevano più, ma il suo funerale è stato celebrato troppo presto» ha aggiunto Barra.

Il fenomeno è diffusissimo e l’eroina è tornata in modo massiccio per le strade. La droga è una tragedia sia per chi la usa ma anche per chi gli sta intorno e quello che dà non è mai felicità ma solo illusione.

Purtroppo, essendo una malattia cronica e recidivante, non è facile uscirne e le ricadute sono frequenti: «Quando ti droghi sei completamente schiavo della sostanza. Ti illude, ti fa stare bene e sembra che tutte le difficoltà e i problemi spariscano». A raccontarci la sua storia è Luca, un uomo di 48 anni in riabilitazione nella fondazione: «Ho iniziato molto presto, usavo eroina e cocaina, poi c’è stata una lunga pausa ma ultimamente ho avuto una ricaduta» ha spiegato.

Luca è arrivato a Villa Maraini grazie all’aiuto dell’unità mobile presente nel quartiere romano di Tor Bella Monaca. Dopo due infarti, e una prognosi che gli dava pochi giorni di vita, ha deciso di ricoverarsi.

A piccoli passi sta ricominciando a vivere, ma la droga gli ha levato molto, tutto: «Dopo il primo ricovero, avevo aperto un’attività commerciale ma non andava, non avevo soldi e ci sono ricaduto. Sopravvivevo compiendo reati».

Per un tossicodipendente le giornate possono essere un’agonia, ti emargini e di conseguenza ti emarginano, fino a quando non rimani da solo con la tua dose: «A seguire il mio percorso c’è solo mia madre. Sono stato sposato per venticinque anni ho due figli grandi, ma per colpa della droga li ho persi, ho perso tutto il mio nucleo familiare».

Luca di certo non si arrende e grazie alla strada che sta percorrendo all’interno della comunità è riuscito ad acquistare di nuovo sicurezza in sé stesso.

La guarigione può essere lenta ma, come sottolinea il dottor Barra, è di certo possibile: «La gente guarisce quando si è stufata di drogarsi. Per stufarsi però ci vuole tempo. Non si cura una persona dall’oggi al domani. Chi dice di avere la ricetta della verità è solo un mistificatore».

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