Baglioni basta Sanremo per le frasi sulla Sea Watch?

Il retroscena della Stampa: dopo che il direttore artistico aveva definito la situazione una «farsa», la direttrice di Rai Uno escluderebbe una terza conduzione

Claudio Baglioni «mai più all’Ariston se ci sono io». Una frase pesante come una pietra che la direttrice di Rai Uno Teresa De Santis avrebbe pronunciato secondo quanto riportato da un retroscena de La Stampa. Nessuna conferma e nessuna smentita: né da parte della diretta interessata, né da parte dell’azienda di servizio pubblico. A scatenare l’ira della De Stantis sarebbe stato il discorso sui migranti sulla Sea Watch fatto dal direttore artistico di Sanremo in conferenza stampa: «Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa».

Sono subito arrivate le reazioni della politica. Alessia Morani del Pd ha twittato: «Sul caso #Baglioni intervenga subito la commissione di vigilanza!», mentre Daniela Santanché ha criticato la posizione del cantautore romano: «#Baglioni dovrebbe occuparsi molto bene del #FestivaldiSanremo, senza ideologizzarlo e portarlo su una certa posizione politica».

La situazione in Rai, tra rientri e presunte «epurazioni»

Che sia vera o no, la frase attribuita a Teresa De Santis si inserisce all’interno di un contesto turbolento in Rai. Carlo Freccero da una parte intende riprendere a Rai Due Daniele Luttazzi, fatto fuori da Berlusconi nel 2002 con il cosiddetto «editto bulgaro», ma dall’altra viene accusato di aver cancellato la striscia comica di Luca e Paolo perché troppo accaniti contro il governo. Un’«epurazione», questa, del tutto fantasiosa visto che la chiusura del loro programma avviene per una precisa scelta editoriale di privilegiare l’informazione su Rai Due. Luca e Paolo poi continueranno a lavorare a Quelli che il calcio. Ma la discussione è stata violenta, tanto che si era mosso a sostegno dei comici anche Matteo Renzi. E il retroscena sulla De Santis si inserisce in un contesto spinoso.

La vice di Del Noce che veniva dal «manifesto»

Teresa De Santis non è certo una pivellina del servizio pubblico. 16 anni a Rai Stereonotte e prima ancora una lunga gavetta al manifesto, poi arriva la televisione. L’allora direttore Maurizio Beretta la fa approdare alla rete ammiraglia e il suo successore Fabrizio Del Noce la promuove sua vice con le deleghe alla «pianificazione» e ai «mezzi», in pratica alla gestione economica di Rai Uno, dove rimane otto anni. Un periodo che la vede tre volte sul banco degli imputati in tribunale, procedimenti per assenteismo, pubblicità occulta e un giro d’affari illecito che però la vedono sempre estranea alle accuse.

 

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