Orlandina, il futuro è qui: «Vi spiego il fenomeno E-Sports!»

Nella città paladina, dove il basket occupa da sempre il primo posto nel cuore degli appassionati, è partito l'esperimento. Il direttore marketing Giuseppe Lanfranchi racconta il progetto

Presente, passato e futuro. Il destino della pallacanestro nella siciliana Capo d’Orlando ruota inevitabilmente intorno al labile concetto di tempo. L’anno scorso la stagione si è conclusa con il boccone amaro della retrocessione dalla massima serie, ma se è vero che la storia insegna a imparare dai propri errori, nella cittadina dove la tradizione del basket vanta nobili radici la lezione sembrano averla recepita bene. L’estate ha portato in dono i giusti momenti di riflessione e l’agognata ventata di freschezza, così in A2 i paladini, dopo un periodo di fisiologico assestamento, attualmente occupano la quarta posizione: piena zona play off e uno schiocco di dita dalla vetta. In attesa di maggio e dei verdetti del parquet, comunque, in casa biancoazzurra il domani è già arrivato: parla il linguaggio della realtà virtuale e ha le sembianze degli E-sports.
basket 1Merito di Giuseppe Lanfranchi, classe 1992 e direttore dell’area marketing: «Per la palla a spicchi siamo i primi in Italia. L’idea risale al periodo in cui lavoravo a Londra, città nella quale il movimento è molto sviluppato. Per la società Nf Sport mi interessavo alle nuove frontiere di business, così ho conosciuto questo mondo». Ma in concreto di cosa si tratta? «Sfide on line. Si riproducono squadre, campionati e stadi, poi si gioca. In Italia gli eventi maggiori sono due: uno di carattere nazionale, l’altro di caratura europea. Abbiamo messo insieme un team di otto giocatori per partecipare alle competizioni». Altra storia in America: «Lì c’è un torneo parallelo all’Nba, che si gioca in contemporanea alla stagione regolare e ogni franchigia ha il suo omologo virtuale. Qui siamo agli albori ma se la direzione è quella, noi vogliamo esserci».

La strada è lunga, tuttavia da qualche parte bisogna iniziare: «Ai livelli più alti, i giocatori hanno veri e propri stipendi – continua  Lanfranchi – Nel nostro caso non possiamo permettercelo. Nonostante ciò garantiamo un’importante visibilità, attraverso la presenza basket 2agli appuntamenti più importanti, per i quali naturalmente ci saranno dei rimborsi». Per evitare equivoci, fondamentale è chiarire un aspetto: «I normali appassionati non troveranno un gioco in cui scegliere l’Orlandina – afferma il direttore – potranno soltanto vederla all’opera, tramite il social Twich e un canale dedicato che nei giorni delle sfide registra numeri impressionanti. Anche gli atleti sono inventati ma il brand è il nostro, dallo scudetto al nome, passando per la ricostruzione del palazzetto». L’obiettivo è non fermarsi: «Ci hanno scritto pure dall’Indonesia per congratularsi, segno che il rischio paga – conclude Lanfranchi – stiamo consolidando l’immagine a livello internazionale: il prossimo passo potrebbe essere un’amichevole con il Bayern Monaco, grazie al supporto di Pro2Be, partner del progetto. I tedeschi sono sbarcati negli E-Sports prima con il basket che col calcio». Insomma, se il futuro è on line, a Capo hanno già fatto canestro.

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