Un altro caso di maltrattamenti contro minori di un asilo nido. Tre maestre e una collaboratrice scolastica agli arresti domiciliari

I bimbi continuano ad essere vittime di abusi da parte degli addetti scolasti. In una scuola materna dei Castelli Romani i piccolissimi vengono presi di mira, con castighi, urla e botte

Botte e insulti a bambini di una scuola materna vicino Roma. Sotto accusa tre insegnanti e una collaboratrice scolastica di un asilo dei Castelli Romani, tutti agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti ai danni di minori tra i tre e i cinque anni.

L’indagine è stata coordinata dai carabinieri della compagnia locale di Velletri che, grazie a intercettazioni ambientali e a riprese video, sarebbero riusciti a individuare gli episodi di violenza che le quattro donne compivano nei confronti dei piccoli studenti.

Gli abusi sui minori, in special mondo le denunce per maltrattamenti nell’ ambito delle scuole d’infanzia e degli asili nido, sono in continuo aumento. Secondo l’associazione “Via dei Colori”, che assiste le famiglie proprio per questi casi, la media sarebbe di tredici denunce al giorno, circa 5000 in un anno. Sempre più spesso le vittime hanno un’età inferiore ai sei anni e l’iter dei “carnefici” è quasi sempre lo stesso: perché troppo esuberanti i bambini vengono magari messi in castigo per ore, gli si urla contro o li si malmena.

Proprio per tutelare i più piccoli e per cercare d’intervenire con più velocità è stata approvato lo scorso ottobre alla Camera dei deputati il disegno di legge per inserire un circuito di video sorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. Passato l’esame alla camera il ddl adesso deve essere calendarizzato al Senato. Filomena Albano, Garante per l’infanzia, ci ha ribadito l’importanza della verifica e della prevenzione di questi crimini, partendo proprio da questa legge: «l’Autorità Garante è stata udita il 3 ottobre alla Camera dei Deputati ed ha espresso il suo parare come previsto dalla nostra legge istitutiva. Il disegno di legge punta sia sulla valutazione che sulla formazione del personale da impiegare nelle scuole. Nel caso più generale prevede appunto di installare un sistema di video sorveglianza che non è accessibile a tutti ma riporta immagini criptate, visionabili soltanto alle forze dell’ordine dietro segnalazione – ci spiega la Garante ricordando la gravità del reato contro i più piccoli e la necessità d’intervento – gli episodi di violenza e maltrattamento sono sempre gravi ma se compiuti ai danni dei bambini, che non hanno possibilità di difendersi, sono gravissimi.  Inoltre questo circuito video permette anche la tutela e la riservatezza dei minori.»

La Garante ha espresso l’urgenza di questa legge proprio per l’ingente aumento dei maltrattamenti negli istituti scolastici e con questo sistema si velocizzerebbe l’iter giudiziario, dalla denuncia all’indagine, ma sottolinea una questione spesso trascurata: «il vero salto di qualità è l’agire in prevenzione. Occorre che il paese abbia una fotografia del fenomeno, che al momento non ha.»

 

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