“Il rapporto tra Uguaglianza e Libertà”: le parole del professore Silvestri

Già presidente della Corte Costituzionale, il docente è stato eletto al vertice dell’Aic

“Quel campo in cui si possono studiare gli aspetti complessi, a volte difficili, ma sempre esaltanti del rapporto tra eguaglianza e libertà”. A chi si domanda perché continui a essere fondamentale e attuale lo studio del diritto costituzionale, basterà la risposta del professore Gaetano Silvestri nuovo presidente, da ieri e per i prossimi tre anni, dell’Aic, l’associazione italiana dei costituzionalisti. “I nostri compiti saranno la promozione e la diffusione della disciplina attraverso seminari e convegni – continua il professore – ma anche lo stimolo all’aggiornamento costante e alla ricerca”. Funziona così dal 1985, anno della fondazione, e non può essere un caso: “Qualunque studio delle istituzioni democratiche deve essere orientato verso quei due valori, da cui non si prescinde”L’incarico si aggiunge a una lunga carriera di successi e riconoscimenti. Silvestri, nato a Patti – in provincia di Messina – nel 1944, è stato presidente e vicepresidente

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con a fianco il Presidente del Senato Piero Grasso e il neo Presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri nel corso del convegno in ricordo del Magistrato Loris D'Ambrosio, 20 settembre 2013. ANSA/PAOLO GIANDOTTI/UFFICIO STAMPA QUIRINALE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++della Corte Costituzionale, membro del Consiglio Superiore della Magistratura: “Quest’avventura si colloca nella mia perenne vocazione verso la materia. L’amore è scoppiato negli anni sessanta, quando studiavo per la tesi di laurea, successivamente è confluito nella ricerca scientifica, nell’insegnamento e, più tardi, nell’esperienza alla Corte Costituzionale”. Una passione immensa, con una pausa particolare: “In questo percorso c’è stata una sola interruzione, se così si può dire. Il periodo in cui sono stato rettore dell’Università degli Studi di Messina (dal 1998 al 2004 ndr). Potremmo definirlo un atto d’amore, non solo nei confronti della disciplina, ma in generale dell’intero ateneo”. Dallo Stretto a Firenze il passo è breve, più di quanto si immagini: “Dopo avermi chiesto la disponibilità a ricoprire l’incarico, i colleghi che formano il comitato direttivo mi hanno eletto all’unanimità”. Nessuna sorpresa, verrebbe da pensare.

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