Filippo Tortu, la freccia dell’anno: “Un passo alla volta, sempre più veloce”

Il velocista - record italiano sui 100 metri piani, 9.99 - si racconta in esclusiva a Reporternuovo.it. La Gazzetta dello Sport l'ha nominato uomo dell'anno per il 2018: "Sono lo stesso di sempre, vado solo un po' più rapido!"

Il giorno della sua prima gara aveva «solo 4 anni» e si ricorda tutto: «Sono sempre lo stesso, solo un po’ più rapido!». A 12 diventa il «ragazzo più veloce di Milano» correndo i 60 metri in un evento in città. A 20 è il primo atleta italiano a scendere sotto il muro dei 10 secondi, meglio di Pietro Mennea e Simone Collio, 9,99 nei 100 metri piani ai Giochi del Mediterraneo del 2018.

Oggi è l’uomo dell’anno secondo la Gazzetta dello Sport: «È una soddisfazione enorme, non me l’aspettavo». Parola di Filippo Tortu, promessa dell’atletica, ragazzo a modo, juventino, amante della play, orgogliosamente sardo: «Anche se sono nato a Milano». Mamma brianzola, papà di Tempio Pausania (in provincia di Sassari), suo allenatore fin dalle prime gare. Dall’oro di Madrid conquistato a giugno alle Olimpiadi di Tokyo 2020: «Un passo alla volta – racconta Filippo in esclusiva a Reporternuovo.it – il prossimo anno ci saranno diversi impegni, tanti obiettivi da raggiungere».

Come i Mondiali di atletica in Qatar, in programma nel 2019: «Cercherò di arrivare all’apice della forma, come sempre, e di migliorarmi sia sui 100 che sui 200. Tornerò a correrli proprio in Qatar». Velocista e… studente. Filippo è iscritto alla facoltà di Economia alla Luiss, ha una borsa di studio che rientra nel progetto “Dual career”, un programma in grado di coniugare la carriera sportiva con l’istruzione. 30 e lode e medaglie d’oro: «L’allenamento mi porta via dalle 3 alle 4 ore al giorno, ho tanti impegni da onorare, ma lo studio rimane molto importante».

Filippo non salta un esame: «Appena posso trovo sempre il tempo per studiare e prepararmi». O di tornare in Sardegna, dove il comune di Tempio Pausania gli ha conferito la cittadinanza onoraria: «La mia regione è sempre stata la patria di grandissimi campioni sportivi». Gianfranco Zola, Fabio Aru, Nicolò Barella e Filippo Tortu: «Mia madre e mia nonna sono brianzole, ma sono molto attaccato anche al posto in cui ho sempre vissuto, alla mia Sardegna». Il tricolore sulle spalle, i quattro mori nel cuore.

di Francesco Pietrella, Alessio Esposito e Valerio Di Fonso

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