Migliora la raccolta differenziata in Italia

Punta di diamante è il Nord-Ovest. Treviso, Pordenone e Trento si riconfermano i comuni con le migliori performance

A vincere la gara della raccolta differenziata nel 2017 è ancora il Nord-Ovest, ma la notizia positiva è che si registra un notevole aumento in tutto il territorio italiano. Una maggiore sensibilità sul tema combinata a una facilitazione alla differenziazione dei rifiuti attuata dalle amministrazioni dei comuni hanno incrementato il livello di recycling in Italia.

Secondo i dati forniti dall’Istituto di Statistica si stima che nel 2017 l’85,0% delle famiglie effettui con regolarità la raccolta differenziata della plastica (39,7% nel 1998), il 74,6% dell’alluminio (27,8%), l’84,8% della carta (46,9%) e l’84,1% del vetro (52,6%). Le famiglie residenti nel settentrione differenziano maggiormente i rifiuti rispetto alle altre zone del Paese.

 

ANSA/STEFANO SECONDINO
ANSA/STEFANO SECONDINO

 

Il primato spetta alle famiglie del Nord-ovest: vetro 91,8%; contenitori in alluminio 81,0%, quelli in plastica 91,1% e la carta 91,4%.

In termini di raccolta differenziata, sono quattro le regioni più virtuose che hanno contemporaneamente superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata e una produzione totale al di sotto della media. Al primo posto si ha la provincia autonoma di Trento (74,3% di raccolta differenziata rispetto al totale di rifiuti urbani prodotti, pari a 486,6 kg per abitante), al secondo il Veneto (72,9% di raccolta differenziata su 486,5 kg per abitante di rifiuti urbani prodotti). A seguire Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano, le cui quote di raccolta differenziata sono rispettivamente 68,1, 67,1 e 66,4%, con una produzione totale di rifiuti urbani rispettivamente pari a 477,5, 481,1 e 475,5 kg per abitante (Tabella 1).

Tabella 1. (Fonte Istat)

 

Le città più virtuose

Treviso, Pordenone e Trento si riconfermano, come nel 2017, i comuni con le migliori performance, così come, ancora una volta, il Nord-Est resta l’area geografica più efficiente in tema di gestione virtuosa dei rifiuti urbani. Su 505 comuni a bassa produzione di secco residuo, ben 264 appartengono infatti a questa zona in cui la raccolta e la gestione si basano quasi totalmente su sistemi consortili di raccolta con il metodo porta a porta. I consorzi più efficienti del 2018 sono stati Priula e Bacino Sinistra Piave, entrambi della provincia di Treviso, seguiti da Mantova Ambiente, che ha scalato la classifica, arrivando terzo. I Comuni rifiuti free che superano i 15mila abitanti sono 50 e comprendendo anche località come Carpi (quasi 73mila abitanti) ed Empoli (52mila abitanti). Questi numeri dimostrano che, laddove esistono politiche di buona gestione dei rifiuti, si possono raggiungere risultati estremamente soddisfacenti.

 

MASSIMILIANO SCHIAZZA - ANSA -CD
MASSIMILIANO SCHIAZZA – ANSA -CD

 

Al contempo però in Italia cresce la produzione dei rifiuti. Nel 2016, la quantità raccolta di rifiuti urbani è di 496,7 kg per abitante (+2,2% rispetto al 2015); la percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti è del 52,5% (+5 punti percentuali sull’anno precedente).

I livelli più alti di produzione di rifiuti urbani si rilevano in Emilia-Romagna (653,0 kg per abitante) e Toscana (616,2). Il Molise (387,0) e la Basilicata (353,0), invece, sono le regioni in cui se ne producono di meno.

 

EPA/SASCHA STEINBACH
EPA/SASCHA STEINBACH

 

Nei comuni centro dell’area metropolitana e in quelli delle relative periferie, i rifiuti urbani prodotti risultano ammontare rispettivamente a 554,4 e 458,6 kg per abitante con il 39,4% e il 58,1% di raccolta differenziata. All’aumentare della dimensione demografica si osservano quote crescenti di rifiuti urbani prodotti per abitante e percentuali più basse di raccolta differenziata e viceversa. Al di fuori delle aree metropolitane, nei comuni fino a 10.000 abitanti la quantità di rifiuti urbani prodotti è pari a 446,0 kg per abitante con il 59,2% di differenziata. Passando ai comuni da 10.001 a 50.000 abitanti i due indicatori sono pari rispettivamente a 501,8 kg per abitante e 55,4%. Infine, in quelli di grandi dimensione (da 50.001 abitanti e più) i rifiuti urbani raggiungono 548,1 kg per abitante, mentre la raccolta differenziata scende al 47,7%.

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