È di nuovo l’ora di Pitti Uomo

Arriva ogni giugno come la prova costume, e se anche quest’anno siete arrivati impreparati potete rimediare

Con la presentazione a Palazzo Vecchio di ieri mattina, a cui ha partecipato anche il nuovo ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, si è ufficialmente aperta a Firenze l’edizione numero 94 di Pitti Uomo, uno dei più importanti e seguiti eventi fieristici legati al mondo della moda internazionale. Quest’anno sono 1240 i marchi – circa il 50 % di provenienza estera – che occuperanno fino a venerdì 15 giugno la consueta area espositiva di 60.000 mq allestita all’interno della Fortezza da Basso, prima di spostarsi in massa a Milano per la settimana di sfilate di Moda Uomo.

Pitti è considerato il principale momento di incontro tra i produttori dell’industria della moda, che approfittano di questi giorni per lanciare le nuove linee dei loro marchi, e le figure istituzionali di riferimento del settore, oltre che per i semplici appassionati che scelgono di comprare un biglietto per vivere quella particolare atmosfera intrisa di mondanità e di nuove tendenze che vi si respira. Nel corso dell’edizione invernale di Pitti Uomo organizzata lo scorso gennaio si sono registrate oltre 26.000 presenze complessive e in questa estiva ne sono attese altrettante.

Il ruolo della moda

“Nel 2009 a Milano era stato coniato lo slogan ‘La cultura è di moda’. Io rovescerei la frase, La moda è cultura, come dimostrano archivi, bozzetti, disegni delle collezioni delle case storiche che andrebbero preservati e valorizzati nei musei. Farò il possibile affinché il mio operato come ministro abbracci tutto il mondo della moda dal punto di vista culturale, cercherò di renderlo il più possibile integrato in un’offerta che rappresenta un nostro orgoglio nel mondo” ha dichiarato il ministro Bonisoli, che nel suo curriculum professionale vanta la presidenza della Nuova Accademia delle belle arti di Milano. Cultura ma anche commercio, con i numeri che sono tornati a crescere e che testimoniano un settore in buona salute, con un fatturato in crescita del 3,2% (94 miliardi complessivi), trainato dall’export (+5% sull’anno scorso) che in questi anni ha permesso di sottostimare i problemi creati dalla domanda interna, rimasta stagnante.

Gli eventi di questa edizione

Nella quota “eventi ufficiali”, quelli da tenere segnati sul taccuino con una penna rossa, figura la presentazione della linea menwear curata dal nuovo direttore creativo Paul Surridge, che segna il rilancio del marchio Roberto Cavalli. Mentre Craig Green, designer londinese, presenterà la sua collezione primavera-estate 2019 in veste di Guest Designer del Salone. Menzione speciale per gli anniversari di due marchi storici come Herno e Leardini, che quest’anno compiono rispettivamente 70 e 40 anni di attività. Così come l’ampliamento del museo Gucci, che aggiunge due nuove sale all’interno del palazzo della Mercanzia in Piazza della Signoria. Le numerose serate organizzate in giro per le boutique della città, così come l’assegnazione di un premio ai dieci più giovani e talentuosi designer da parte dell’Istituto Marangoni, sono il segno di una città che ha imparato a convivere con il proprio ruolo di formazione e che vuole continuare a credersi e a essere vista come un avamposto dell’avanguardia artistica e stilistica mondiale, oltre a dettare l’agenda su quello che semplicemente sconfina l’ambito dello strambo per tracimare nel cool.

Visitors during the 94th 'Pitti Immagine Uomo' in Florence, Italy, 12 June 2018. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
Visitors during the 94th ‘Pitti Immagine Uomo’ in Florence, Italy, 12 June 2018.
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

 

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