Israele, dagli scontri sul territorio alla guerra diplomatica

Dopo l’esplosione di violenza sulla Striscia lunedì scorso, Turchia e Israele si sfidano in una prova di forza preoccupante. Oggi il trasferimento a Gerusalemme dell’ambasciata del Guatemala

È lunga la scia di ripercussioni lasciata dai 60 morti di Gaza del 14 maggio. Un gioco degli specchi in cui Turchia e Israele hanno assunto il ruolo dei protagonisti. Una inimicizia di vecchia data, che non manca l’occasione dell’ultima strage lungo la Striscia per innescare tensioni diplomatiche allarmanti.

Foto di EPA/DOGAN NEWS AGENCY
Foto di EPA/DOGAN NEWS AGENCY

La prima mossa è arrivata dalla Turchia. Dopo che ieri sera il governo turco aveva richiamato per consultazioni i suoi ambasciatori in Israele e negli USA, il ministero degli Esteri di Ankara ha convocato l’ambasciatore israeliano in Turchia Eitan Naeh per comunicargli l’opportunità si tornare nel suo Paese «per un po’ di tempo», senza una scadenza precisa, secondo quanto riportato dall’agenzia statale turca Anadolu. La motivazione: l’uccisione di circa 60 manifestanti palestinesi negli scontri con l’esercito israeliano a Gaza. A stretto giro, con giusto una manciata di ore di distacco, la risposta israeliana. Stessa ricetta, cucinata con una simmetria perfetta: convocazione del console turco al ministero degli Esteri israeliano e richiesta di «ritornare in patria per un lasso di tempo per consultazioni», come annunciato dal portavoce ministeriale a Gerusalemme Emmanuel Nahshon. Un aumento repentino di temperatura nel termometro internazionale, sintomo della caduta nel vuoto dell’appello lanciato ieri alla riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza su Gaza da Nikolay Mladenov, coordinatore speciale dell’ONU per il processo di pace in Medio Oriente, che ha sollecitato la comunità internazionale a «intervenire e prevenire una guerra».

Foto di EPA/Alejandro Ernesto
Foto di EPA/Alejandro Ernesto

Intanto questa mattina Israele ha salutato l’arrivo del presidente del Guatemala Jimmie Morales, in vista dell’inaugurazione della nuova ambasciata del proprio Paese a Gerusalemme. «Oggi è un giorno storico nelle relazioni amichevoli tra Guatemala e Israele» ha commentato il capo di Stato guatemalteco.

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