Roma Coast to Coast 2018: un ritorno da street photographer


L’intervista a Alessio Trerotoli, ideatore del walking fotografico attraverso la capitale e impegnato proprio in queste ore nell’edizione che dovrebbe chiudere il cerchio in Italia


Prendete la metro A di Roma e l’idea di attraversare la città seguendone il percorso, a piedi e con un occhio chiuso. Sono questi gli ingredienti fondamentali del Roma Coast to Coast 2018, il progetto fotografico di Alessio Trerotoli, versione contemporanea del “botanico del marciapiede” alla Baudelaire e ideatore di questa particolare passeggiata romana, arrivata oggi alla sua quarta edizione.

Alessio Trerotoli, protagonista dei Roma Coast to Coast
Alessio Trerotoli, protagonista dei Roma Coast to Coast

36 anni e un curriculum già costellato di successi per il fotografo romano appassionato di traversate: dopo la laurea e vari viaggi in Europa e America, Trerotoli ha cominciato ad esporre sia in Italia che all’estero. Il suo primo libro Fuori dalla caverna è uscito nel 2012, seguito da Urban melodies, la sua serie più importante creata sovrapponendo scatti realizzati in varie metropoli del mondo, alla ricerca di una rappresentazione diversa della vita urbana. Nonostante la pioggia di premi e riconoscimenti conquistati, la sua esplorazione fotografica non accenna a rallentare il passo. A finire nel mirino è stata proprio la Capitale, che il 21 aprile 2015 ha prestato per la prima volta a Trerotoli il percorso della linea A (da Battistini ad Anagnina) per il numero 0 dell’evento. L’anno successivo la scelta è ricaduta sulla Linea B/B1, mentre nel 2017 è stato l’itinerario del tram n. 19 a segnare la rotta dell’appuntamento. Quello di quest’anno, da Anagnina a Battistini, è a tutti gli effetti un viaggio di ritorno.

Com’è nata l’idea del Coast to Coast 2015? Come ricordi quell’esperienza?

Ho preso ispirazione da Wild, un film che ho visto al cinema in cui la protagonista attraversava da una parte all’altra gli Stati Uniti. Ho pensato che sarebbe stato bello fare una cosa del genere anche a Roma. Non avevo mai camminato così tanto in vita mia, c’era molta incertezza su se ce l’avrei fatta e cosa sarebbe successo. Era la prima volta che lo facevo, non ci sono stati grandi annunci o un grande seguito sui social. Era soltanto un esperimento, una sfida con me stesso. È stato molto bello! Mi è piaciuta tantissimo la parte finale. Ricordo di aver cominciato a pensare di potercela fare una volta superata Termini. L’arrivo ad Anagnina al tramonto è stato un momento di grande adrenalina. Molto interessanti anche le differenze da un quartiere all’altro, dalla Primavalle popolare al Vaticano, per poi incontrare i turisti in centro e finire in zone più autentiche come l’Appia o la Tuscolana.

Il primo reportage fotografico sulla Linea A

Dalla Battistini – Anagnina del 2015 è partita una serie di itinerari fotografici che ricalcano sempre percorsi dei mezzi di Roma. Perché seguire proprio i trasporti pubblici?

Volevo un percorso prestabilito, già definito. Tutti conoscono la linea A, come anche la linea B. Mi è sembrato che avesse più senso seguire un percorso che tutti facciamo in metropolitana, magari per un breve tratto, rispetto ad un giro disegnato da me. Con i mezzi è più facile identificarsi.

13 aprile 2018, il grande giorno del ritorno sulla linea A. Cosa ti riporta su questo tracciato? È un ciclo che si chiude?

È vero, avrei potuto scegliere percorsi differenti. Avevo pensato di fare tutto il giro delle mura aureliane, ma non sarebbe stato un paesaggio abbastanza diversificato. Ho riproposto la linea A per completare e approfondire il discorso cominciato 3 anni fa. Anche perché, se si potesse fare un Coast to Coast tutti i giorni, nonostante palazzi e scenari siano gli stessi cambiano le persone che incontri, la gente. E sì, forse potrebbe essere l’ultimo Coast to Coast a Roma. Il prossimo anno mi piacerebbe esportare il progetto in un’altra capitale, forse Parigi o Berlino. Amo molto viaggiare e sono le città che conosco meglio in Europa. Sarebbe divertente da provare.

Che tipo di preparazione c’è dietro un Coast to Coast?

Quando posso, 2-3 giorni a settimana cammino qualche chilometro in più di quelli che faccio di mio per lavoro, per vedere come mi sento. La preparazione è prima di tutto fisica, poi c’è la promozione dell’evento sui social. Psicologicamente, c’è sempre un po’ di nervosismo perché non puoi mai sapere cosa succederà. Per esempio, sulla linea B faceva moltissimo caldo, mi ricordo che dopo la prima ora mi girava un po’ la testa e mi sono detto che, se non mi fermavo a bere un succo di frutta, alla fine di questa città non ci sarei arrivato. Però è qualcosa che ho già fatto, sono abbastanza tranquillo.

Ci sono piccoli riti o abitudini che si ripetono nei tuoi Coast to Coast?

Prima di partire, pubblico sempre un selfie alla prima fermata: questo è il mio rito principale. Un’altra cosa in comune con gli altri percorsi è che, in corrispondenza di alcune fermate, passo davanti a dove lavorano o vivono alcuni amici o altri fotografi. C’è sempre un caffè lungo il tragitto insieme a qualcuno che mi dà l’incoraggiamento per continuare. Invece una novità di quest’anno è che mi sono comprato un paio di scarpe da ginnastica, al posto delle Converse con cui ho camminato nelle edizioni passate: forse non erano le scarpe più adatte…

Il selfie della partenza 2018

Cosa ti aspetti dalla Linea A – Il Ritorno?

Onestamente non sto pensando molto a cosa succederà dopo. Rimango concentrato sul percorso.

Alcuni scatti del reportage di Alessio Trerotoli in anteprima per Reporter Nuovo

Roma Coast to Coast 2018. Foto di Alessio Trerotoli