Zuckerberg: oggi e domani davanti al Congresso


Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, spiegherà come sono e come verrano tutelati i profili social, dopo i casi di Cambridge Analytica e Russiagate. Intanto viene sospesa dal social network la società CubeYou, accusata di raccogliere dati per scopi commerciali


epa06657951 CEO of Facebook Mark Zuckerberg (C) walks to the office of Republican Senator from South Dakota John Thune for a meting on Capitol Hill in Washington, DC, USA, 09 April 2018. Zuckerberg is meeting with lawmakers before testifying in two Congressional hearings this week regarding Facebook allowing third-party applications to collect the data of its users without their permission, and for the company's response to Russian interference in the 2016 US presidential election. EPA/SHAWN THEW
EPA/SHAWN THEW

Due giorni sono stati concessi al CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, per spiegare come la sua creatura ha gestito e gestirà i dati degli utenti dopo i casi di Cambridge Analytica, la società britannica che ha usato 87 milioni di profili (tra cui 214mila italiani) per ricerche a scopi pubblicitari, e del Russiagate, dove la piattaforma social è stata utilizzata per influenzare le elezioni americane del 2016.

Oggi Zuckerberg, alle 14.15 ore locali (20.15 ora italiana), parlerà davanti alle Commissioni del Senato in seduta congiunta di Giustizia, Commercio, Scienze e Trasporti. Domani, invece, verrà ascoltato alle 10 (ore 16 qui in Italia) dalla Commissione Energia e Commercio della Camera. Gli incontri saranno trasmessi in diretta: sul sito della Commissione Giustizia del Senato Usa e sul canale YouTube della Commissione Energia e Commercio della Camera. Questa sarà la prima volta che il fondatore di Facebook si presenterà davanti al Congresso, non essendo percorribile la possibilità di mandare “qualcuno più ferrato sul tema specifico”.

La difesa è già stata preparata, un team di avvocati dello studio legale Wilmer Hale hanno istruito il CEO di Facebook, tramite simulazioni, su come e cosa rispondere alle domande dei democratici e dei repubblicani. Eppure, come si evince dalla dichiarazione scritta che Zuckerberg leggerà oggi davanti alle Commissioni ammette le sue mancanze e si scusa: “Ho fatto errori e mi dispiace. Io ho creato Facebook ed è mia la responsabilità di ciò che accade qui”.

Facebook è una compagnia idealista e ottimista. Per gran parte della nostra esistenza, ci siamo concentrati sul bene che può portare le connessioni fra le persone – continua Zukerberg – Da quando Facebook è cresciuto, le persone di tutto il mondo hanno acquistato un nuovo e potente strumento per rimanere connessi con chi amano, far ascoltare la propria voce, e costruire comunità e imprese”. Il CEO ricorda il potere della piattaforma in ambito umanitario, sottolineando che, grazie a quest’ultima, è stato possibile pubblicizzare la campagna del #MeToo e di come, dopo la catastrofe dell’uragano Harvey, la gente ha potuto raccogliere oltre 20 milioni di dollari di aiuti.

Tuttavia: “Non è stato fatto abbastanza per preservare questi strumenti da un loro uso negativo”, ammette lo stesso Zuckerberg, riferendosi alle interferenze nelle elezioni e alle Fake News. Nel testo di 7 pagine, reso pubblico dalla Commissione per l’Energia e il Commercio della Camera, spazio anche per un’analisi dettagliata sui casi Cambridge Analytica e Russiagate, con un punto sulla situazione e le possibili azioni che Facebook intende portare avanti per non ripetere gli stessi errori.

Arrivano, quindi, le prime soluzioni per cercare di ricucire un rapporto di fiducia fra la piattaforma social e i suoi utenti. Ieri, in un post, il fondatore di Facebook aveva annunciato la creazione di una “commissione di ricerca indipendente sulle elezioni”, con il compito di analizzare l’impatto di Facebook “sulle elezioni e la democrazia”.

L’attenzione è alle stelle, e lo attesta la repentina sospensione dal social network di CubeYou, società fondata dall’italiano Federico Treu con sede a New York, che fornisce dati agli inserzionisti sui consumatori. Tramite l’app “You Are What You Like”, la società è stata accusata di raccogliere dati per fini commerciali e non per “ricerche accademiche e no profit” come dichiarava.

Ci vorrà del tempo per mettere in atto i cambiamenti che vogliamo fare, ma mi impegno per farli nel modo giusto – scrive Zuckerberg – questo include il miglioramento del modo in cui proteggiamo le informazioni delle persone e salvaguardiamo le elezioni nel modo”. C’è bisogno di tempo, tempo per apportare i cambiamenti previsti e tempo per ricostruire quella fiducia persa tra Facebook e i suoi utenti.

di Alfredo Toriello