Nabeul-Trapani in gommoni veloci. Scoperta rete di “Viaggi di lusso”

Gommoni velocissimi, 10\15 persone alla volta, tra i tre e i cinque mila euro a testa e a bordo anche sigarette di contrabbando. Scoperta la rete dei viaggi di lusso

Gommoni velocissimi in partenza ogni settimana dal porto tunisino di Nabeul, 10\15 persone imbarcate alla volta, tra i tre e i cinque mila euro a testa per un passaggio verso le coste italiane e a bordo anche sigarette di contrabbando. Questo è il risultato delle indagini condotte dalla procura di Palermo.

Una vera e propria rete criminale con collegamenti in Italia, Tunisia e Marocco e che a ogni viaggio guadagnava una cifra tra i  30.000 e i 70.000 euro. Alla base della catena di montaggio che trasportava aspiranti richiedenti asilo nei porti trapanesi alcuni pregiudicati tunisini, estremisti jihadisti e una donna italiana che gestiva lo smercio delle sigarette nel mercato palermitano.

Dopo mesi di indagini, i Pubblici Ministeri Gery Ferrara e Federica La Chioma e il procuratore aggiunto Marzia Sabella questa mattina hanno autorizzato il fermo di 13 persone – di nazionalità italiana, tunisina e marocchina – e hanno incaricato le Fiamme Gialle di compiere numerose perquisizioni in quelle che sono ritenute le basi operative dei trafficanti di esseri umani.

L’organizzazione scoperta dalla Procura palermitana aveva attuato e ideato un efficiente trama organizzativa e assicurava ai migranti trasportati l’assoluto anonimato e la perfetta riuscita del viaggio. Sin dal loro arrivo in territorio tunisino, gli aspiranti viaggiatori venivano presi in consegna dai contatti tunisini e marocchini, rifocillati, riforniti di vestiario e poi imbarcati verso l’Italia.

Oltre 300 chilometri di mare coperti in poche ore grazie ai potenti motori montati sulle barche ed esperti scafisti. Gli sbarchi, a cui è stato affibbiato l’aggettivo “fantasma” per la rapidità e l’assoluto anonimato, si sarebbero ripetuti per mesi e secondo quanto appurato dai magistrati palermitani a bordo dei barconi sono riusciti a giungere in Italia anche alcuni estremisti jihadisti.

Secondo il Procuratore Francesco Lo Voi «Non può escludersi, ma non vi sono elementi precisi al riguardo, che potessero approfittarne anche soggetti pericolosi».

Pericolo quindi di infiltrazione di possibili elementi jihadisti e secondo quanto trapelato dalle stanze del Tribunale di Palermo, alcuni dei fermati avrebbero manifestato atteggiamenti ostili verso il mondo occidentale attraverso profili falsi sui social.

  • Salvatore Gabriele Imperiale
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