Governo: ancora scontri fra Salvini e Di Maio


Mattarella riprenderà le consultazioni fra giovedì è venerdì. Martina ribadisce la posizione del Pd: «Quello che contesto a Di Maio è che uno non possa fare il pane in due forni e rischiare di bruciare tutto».


Governo ancora in alto mare. La tensione fra Di Maio e Salvini si taglia con il coltello. La settimana che porterà al nuovo giro di consultazioni al Quirinale è stata inaugurata da un crescendo di scontri fra i due leader politici.

Salvini ha esortato il suo avversario politico a un incontro, escludendo categoricamente qualsiasi tipo di governo con il Pd. Di Maio, altrettanto chiaro, ha ribadito il suo no a un ‘governo ammucchiata’, che includa il leader di Forza Italia: «C’è lo zero per cento di possibilità che il movimento Cinque stelle governi con Berlusconi e il centro destra».

A sua volta la guida pentastellata ha invitato caldamente il Pd a sotterrare l’ascia di guerra, appellandosi al senso di responsabilità nei confronti dell’Italia, che dovrebbe obbligare tutti gli esponenti politici a superare i rancori del passato. Così il Pd, che si era da subito posto ai margini della scena politica, si trova a giocare un ruolo essenziale nei destini dei due partiti vincitori. L’ipotesi di una soluzione è ancora molto sfocata e il nodo politico non sembra essere destinato a dipanarsi prima della fine di aprile e quindi dopo le regionali in Friuli Venezia Giulia e in Molise.  A complicare ulteriormente il quadro sono le divergenze nella coalizione Fi-Lega-Fdi, sulle quali Salvini tenta di ironizzare: «Non è che possiamo vederci tutti i giorni. Esiste il telefono fortunatamente nel 2018». Il leader della Lega è infatti impegnato nel tour per vincere in Friuli Venezia Giulia. Nel frattempo il neo-presidente della Camera Roberto Fico ha dato mandato ai questori di Montecitorio di predisporre entro 15 giorni una proposta per trasformare i vitalizi degli ex parlamentari eletti prima del 2012 in assegni pensionistici. Nel mirino dei Cinque stelle 2.600 ex parlamentari.

Nonostante le insistenze di Di Maio il segretario reggente del Pd Maurizio Martina ha ribadito le sue posizioni: «Se Di Maio pensa di spaccare il Pd non ce la farà, il Pd discute, ha punti di vista differenti, ma non ci facciamo comandare da qualcuno».

Intanto la stampa estera segue le vicende politiche italiane con grande interesse. Secondo le previsioni del Financial Times l’impasse potrebbe durare più di due mesi e non è da escludere un ritorno alle urne.