Spia russa: Yulia Skripal telefona alla cugina in Russia


Arriva la notizia non confermata delle buone condizioni di salute di Sergej Skripal e di sua figlia Yulia. Intanto il Consiglio esecutivo dell’OPAC ha respinto la proposta di Mosca di una indagine congiunta britannico-russa


La cacciata della missione diplomatica Usa a Mosca si è consumata alle prime ore di oggi. I 60 diplomatici Usa, espulsi in risposta al provvedimento disposto per altrettanti diplomatici russi, hanno lasciato Mosca stamattina alle 7 a bordo di un pullman, fermo davanti all’Ambasciata americana dalle 3 di notte (ora italiana). La Russia reagisce tutt’altro che intimorita alla pressione di Nato e Ue che celerebbe il «brusco diktat americano con l’insegna della solidarietà euroatlantica e internazionale». Ieri, sul caso Skripal, è stata convocata all’Aja una riunione ad alta tensione dell’Opac, l’Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche, poiché il sospetto diffuso a Mosca è che l’Occidente starebbe promuovendo la costruzione di una nuova cortina di ferro. Non solo. Per il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov il caso Skripal è un «evidente sbeffeggiamento del diritto internazionale». Si tratterebbe di un pretesto inscenato al solo scopo di espellere in maniera infondata i diplomatici russi non soltanto dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti ma anche da altri paesi che sono stati costretti a farlo. Ma il consiglio esecutivo dell’Opac ha respinto la proposta di Mosca di una nuova indagine congiunta britannico-russa sul caso dell’avvelenamento a Salisbury dell’ex spia doppiogiochista e di sua figlia. I voti a favore dell’iniziativa russa, esclusa a priori da Londra, sono stati 6: Cina, Azerbaigian, Iran, Algeria, Sudan e Angola. I no 15. In una nota, il ministro degli Esteri britannico Johnson ha gridato alla vittoria contro «una proposta ridicola, mirata a minare il lavoro imparziale dell’agenzia internazionale sulle armi chimiche e a confondere l’opinione pubblica». Johnson ha anche accusato Mosca di aver già intralciato in passato l’operato dell’Opac in merito a un’indagine su attacchi chimici in Siria attribuiti al regime di Damasco.

Intanto l’ambasciata britannica a Mosca ha incontrato Viktoria Skripal, nipote dell’ex agente, che ha espresso il desiderio di far visita allo zio e a sua figlia ancora ricoverati in condizioni non chiarite. Yulia Skripal avrebbe telefonato dall’Inghilterra alla cugina riferendo che sia lei che il padre versano in condizioni di salute «normali». L’autenticità della notizia  –  riferita dalla tv di stato russa che ha trasmesso la presunta registrazione della conversazione –  non è al momento verificabile.

Da casa nostra arriva invece la polemica di Stefano Maullu, esponente di Forza Italia che ha accolto l’appello di Coldiretti per una rapida ripresa del dialogo tra la Russia e Occidente e ha considerato decisivo quanto affermato dal capo del laboratorio di Porton Down, dove è stato analizzato il gas nervino ‘Novichok’, secondo il quale l’origine della sostanza con cui sono stati avvelenati Sergey e Yulia Skripal sarebbe ancora incerta. Maullu ha dichiarato: «Se questa indiscrezione venisse confermata, ci troveremmo di fronte al più grave malinteso degli ultimi sessant’anni. Sospetti, insinuazioni, espulsioni di diplomatici, il tutto per un’accusa che, in ultima analisi, potrebbe dimostrarsi anche falsa».