Consultazioni: ancora nulla di fatto


Stamattina al Quirinale Martina, Berlusconi e Salvini. Nel pomeriggio è il turno di Di Maio. Un’intesa sembra lontana, rimandato tutto alla settimana prossima


È iniziato il giorno più lungo per Sergio Mattarella: se ieri si sono svolte le consultazioni­ «istituzionali» (presidenti delle camere e presidente emerito), oggi è il turno dei partiti che davvero possono essere influenti per la formazione di un governo.

Partito Democratico
Il reggente dem Maurizio Martina è salito al Quirinale alle 10 di questa mattina per affermare la linea renziana: «Chi ha vinto si faccia carico delle responsabilità». Il ministro dell’Agricoltura uscente ha spiegato a Mattarella che il Pd ha perso le elezioni e quindi deve rimanere all’opposizione, evidenziando come un’intesa tra M5S e Lega si sia già espressa per eleggere i presidenti delle camere, intesa che rappresenterebbe una «potenziale maggioranza» in chiave di governo.
La linea di Martina, potenziale candidato alla segreteria di partito, non è condivisa da più di qualche big tra i dem, fra cui il presidente della Puglia Michele Emiliano. A sinistra del Pd, fra le fila di Liberi e Uguali, si parla di disponibilità al dialogo «con tutte le forze progressiste e riformiste», compresi i 5 Stelle.

Forza Italia
Per gli azzurri è stato Silvio Berlusconi in persona a incontrare Sergio Mattarella. L’ex cavaliere ha assicurato di aver presentato al capo dello Stato «l’urgenza di affrontare i problemi che riguardano gli italiani» escludendo «un governo dove prevalgano odio e invidia sociale». Dopo il diktat pentastellato «Sì alla Lega senza Berlusconi», la lontananza fra Fi e M5S è ampiamente ricambiata: «Non siamo disponibili a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario». Berlusconi ha poi ribadito che «il governo deve partire dal centrodestra».

Lega
Per quanto riguarda il Carroccio, a mezzogiorno sono saliti al Quirinale il segretario Matteo Salvini e Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, rispettivamente capigruppo al Senato e alla Camera. La Lega sarebbe pronta a un dialogo con i 5 Stelle «senza subire veti o imposizioni», come quello su Silvio Berlusconi. Salvini si è detto favorevole anche a un ritorno al voto in autunno «in mancanza di accordi chiari che ci permettano di far ripartire l’Italia».

Movimento 5 Stelle
L’arrivo di Luigi Di Maio è atteso alle 16:30 di oggi pomeriggio. Il capo politico dei 5 Stelle vorrebbe proporre a Mattarella la linea già espressa nelle scorse ore: un «contratto alla tedesca» sui temi. Per un’alleanza, seppur nel merito delle proposte, la prima scelta del M5S sarebbe il Pd – che continua a rispondere picche – e solo in secondo luogo la Lega, sempre con la conditio sine qua non del centrodestra senza Berlusconi.

Con tutta probabilità viene tutto rinviato a nuove consultazioni la settimana prossima, mentre prende sempre più piede l’ipotesi di urne in autunno. Alcuni giornali, poi, ipotizzano addirittura una finestra elettorale in giugno.