Carcere più vicino per Lula


L’ex presidente del Brasile Luis Inacio Lula De Silva si è visto negare la richiesta di sospensione della pena dal Supremo Tribunale Federale: potrebbe finire in galera già dalle prossime ore


Niente habeas corpus per l’ex presidente: questo il verdetto con cui il Supremo Tribunale Federale ha risposto picche alla richiesta di cautelare presentata dai legali di Luis Inacio Lula De Silva.

Foto di EPA/ANDRE COELHO
Foto di EPA/ANDRE COELHO

Nonostante l’ultima a votare sia stata la presidente del collegio Carmen Lucia, il parere che ha fatto fallire la linea difensiva del leader del Partito dei Lavoratori è stato quello del magistrato Rosa Weber. Dopo un’udienza durata più di 10 ore e con una maggioranza di 6 voti contro 5, il Tsf ha rigettato la richiesta di sospensione (fino all’ultimo ricorso contro la sentenza che i suoi avvocati potessero presentare) della pena per corruzione passiva e riciclaggio a carico di Lula De Silva. Nel dettaglio, si tratta di una condanna a 9 anni inflitta in prima istanza a Curitiba e aumentata a 12 anni in appello a Porto Alegre.

Foto di EPA/Fernando Bizerra Jr.
Foto di EPA/Fernando Bizerra Jr.

In altri termini, la sentenza del Supremo Tribunale Federale rende più concreta la possibilità di finire in carcere per il candidato con più chances di vittoria alle prossime presidenziali di ottobre. In realtà, le probabilità che questo accada nelle prossime ore non sembrano molto alte, visto che il termine per ricorrere contro la decisione del Supremo Tribunale Federale scade il 10 aprile. Sul fronte dell’opinione pubblica, le reazioni si sprecano: dall’hashtag #LulaPresoAmanha (“Lula in carcere domani”) gettonatissimo ieri su Twitter al lancio del nuovo slogan “Lula vale la lotta” da parte dei suoi compagni di partito, fino alla doppia manifestazione di sostenitori e contestatori di Lula davanti all’Alta corte a Brasilia, la società carioca si presenta spaccata a metà.