Isis: ancora un arresto in Italia. Minniti: «Minaccia jihad mai così forte nel nostro Paese»

In manette stamattina un giovane italo-marocchino, accusato di partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico
 ANSA/ UFFICIO STAMPA POLIZIA
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Si chiama Elmahdi Halili ed ha solamente 23 anni l’italo-marocchino che è stato arrestato dalla polizia stamattina a Torino a seguito di un’indagine dell’Antiterrorismo coordinata dalla procura del capoluogo piemontese. L’accusa è quella di affiliazione e partecipazione all’Isis. Il giovane sarebbe autore del primo testo di propaganda in Italia: “Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare”. 64 pagine, piene di grafici, interviste e spiegazioni che elogiano l’Isis, definito come portatore di «reale sicurezza, grazie all’applicazione della Sharia e delle punizioni regolate dal Libro di Allah». Suo padre spirituale Anwar Al Awlaki, meglio noto come il «Bin Laden di internet».

Nei confronti di Halili, il gip del tribunale di Torino ha emesso subito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere in seguito allo studio della Digos torinese coadiuvata dal Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno dell’Ucigos (Ufficio generale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali).
Dalle indagini è risultato che Halili, al momento dell’uccisione del portavoce dell’Isis Abu Mohammed Al Adani nell’agosto 2016, aveva creato una piattaforma social su cui aveva pubblicato tre playlist con i messaggi più famosi del braccio destro di Al Baghdadi, incluso quello in cui si ordinava ai «lupi solitari» infiltrati in Europa di scatenare il terrore nel continente, sfociato poi nelle stragi di Parigi del 2015.

Un’inchiesta, denominata «Balkan Connection», era stata aperta dalla Procura di Brescia nel marzo 2015, quando il giovane aveva patteggiato una condanna a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per istigazione a delinquere con finalità terroristiche tramite la pubblicazione online di alcuni documenti dell’Isis. Si tratta di filmati di combattimenti in Siria e Iraq, esecuzioni civili e militari, insieme alle rivendicazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles. L’analisi dei documenti aveva anche portato alla scoperta di persone in grado di arruolare soldati per l’Isis, tra cui il foreign fighter bresciano Anas El Abboubi.

Intanto, il ministro dell’Interno Marco Minniti, in un’intervista rilasciata alla Stampa, parla di un «quadro della minaccia Isis radicalmente immutato». «Anzi, la caduta di Raqqa a Mosul – osserva il ministro – se da una parte fa venir meno l’elemento territoriale del Califfato, dall’altro aumenta la pericolosità della componente terroristica».

ANSA/UFFICIO STAMPA GDF
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La notizia dell’arresto di Halili giunge dunque poco dopo quello avvenuto a Foggia nella mattinata di ieri, dove era stato catturato il 59enne egiziano Abdel Rahman. Durante l’indagine, grazie ad alcune intercettazioni, si è scoperto che l’uomo avrebbe insegnato a una decina di bambini, ora segnalati al Tribunale dei Minori, il concetto di “guerra santa”, spiegando loro come la morte in battaglia fosse l’unico modo per ottenere il Paradiso. Gli inquirenti parlano di «messaggio patologico e perverso indirizzato ai più piccoli». Il materiale didattico dell’uomo era costituito prevalentemente da video scaricati da Internet relativi all’addestramento dei bambini da parte dell’Isis, alcuni dei quali anche molto cruenti. Rahman diceva ai suoi allievi di vivere isolati e fuori dal mondo. Riferendosi a Natale e Carnevale, l’uomo avrebbe parlato di «festività maledette».
Su Facebook, Twitter e Whatsapp, il 59enne egiziano aveva condiviso video e documenti in cui si parlava dell’obbligo di distruggere le chiese, trasformandole in moschee, individuando l’Italia come obiettivo dell’attività terroristica.

Un’altra ipotesi avanzata dagli investigatori è quella che l’Imam islamico ricevesse denaro attraverso una raccolta fondi tra i musulmani che frequentavano «Al Dawa», l’associazione culturale di Rahman. Soddisfatto Minniti che ha ocsì commentato l’operazione in Puglia: «Grazie ad un’indagine svolta da personale super-specializzato siamo riusciti a penetrare in un cuore di tenebra» ha dichiarato il ministro dell’Interno. «Tutto questo avviene qui, non a Dacca o nei territori dell’Isis. Nel cuore dell’Europa».
Questa invece la reazione di Raffaele Fitto, presidente di Noi con l’Italia, al momento dell’arresto dell’egiziano:

Provocatorio il leader della Lega Matteo Salvini, che ieri ha commentato su Twitter l’arresto nel capoluogo pugliese.

Immediata anche la reazione di un’altra leader del centrodestra, Giorgia Meloni, che ha utilizzato il canale Facebook per esprimere l’intenzione sua e del suo partito Fratelli d’Italia, di inserire il reato di integralismo islamico.

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