La scienza piange il teorico del tutto Stephen Hawking

Lo scienziato di Cambridge si è spento serenamente nella sua abitazione inglese durante la notte. Lutto nella scienza e in tutto il mondo dello spettacolo, dalla Nasa al cast di The Big Bang Theory. La vita dell’illustre astrofisico ripercorsa attraverso le sue frasi più celebri

“Vivo con la prospettiva di una morte prematura da 49 anni, non ho paura della morte, ma non ho fretta di morire, ci sono tante cose che voglio fare prima.”

Uno scienziato, un personaggio pubblico, un genio. Si è spento a 76 anni Stephen Hawking, il celebre astrofisico britannico. Da oltre 50 anni era affetto da malattia del motoneurone con lenta progressione di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), che lo aveva costretto all’immobilità e a comunicare con l’uso di un sintetizzatore vocale. Nonostante la sua malattia, era divenuto una vera icona pubblica, grazie alle numerose apparizioni televisive, tra cui si ricordano quella nella famosa sitcom americana The Big Bang Theory e i due film a lui dedicati, Hawking (2004) con protagonista Benedict Cumberbatch e La Teoria del Tutto in cui era interpretato dal premio Oscar Eddie Redmayne. Dopo un incontro con lo stesso Hawking l’attore ha dichiarato: “Anche adesso, che è totalmente incapace di muoversi, è possibile vedere un tale fervore di sentimenti nei suoi occhi”.

Photo by Joel Ryan/Invision/ANSA/AP, File
Photo by Joel Ryan/Invision/ANSA/AP, File

“Ho vissuto cinque decadi in più di quanto predetto dai medici. Ho provato a fare buon uso del mio tempo. Poiché ogni giorno può essere l’ultimo, voglio sfruttarne ogni minuto.”

Tantissimi i suoi contributi eccezionali alla scienza: fondamentali le sue teorie sulla termodinamica dei buchi neri e quella sull’esistenza del multiverso. Nel 1974 infatti ha dimostrato che i buchi neri sono corpi descritti dalla termodinamica, possedendo una temperatura (detta in suo nome Temperatura di Hawking) definita dal loro campo gravitazionale e dalla loro superficie. I suoi calcoli sono alla base degli studi di diversi scienziati sull’esistenza del multiverso, ossia l’esistenza di diversi universi paralleli coesistenti al di fuori del nostro spaziotempo, spesso denominati più semplicemente “dimensioni parallele”.

L’acme dei suoi studi è rappresentato dalla teoria dello stato senza confini o teoria del tutto, ipotizzata insieme al collega James Hartle: secondo i calcoli degli scienziati, il Big Bang sarebbe frutto di uno “stato iniziale senza confini”. L’universo sarebbe dunque autosufficiente e auto-creato, andando a collidere con l’esistenza di Dio.

“Non è necessario invocare l’intervento di Dio per accendere l’interruttore e far partire l’Universo.”

EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA
EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

 

Una vita difficile, travagliata dalla malattia diagnosticatagli a soli 13 anni. A 21, i medici gli avevano dato solo due anni, ma il professor Hawking ha resistito in modo ammirevole anche grazie all’amore della moglie Jane Wilde. Una storia toccante e commovente, che è stata perfettamente raccontata nel film del 2014 diretto da James Marsh con Eddie Redmayne nei panni dello scienziato e Felicity Jones ad interpretare la moglie. Un amore più forte della malattia, che ha consentito alla coppia di vivere felicemente per oltre trent’anni, fino alla separazione nel 1995. Il film prende spunto dalla sua autobiografia Music to move the stars: a life with Stephen. Grazie a lei, il professore ha potuto ultimare il libro che racchiude le sue principali teorie, A brief History of Time, tradotto in italiano con Dal Big Bang ai buchi neri.

“Per quanto possa sembrare brutta la vita c’è sempre qualcosa che uno può fare e con successo. Perché finché c’è vita, c’è speranza”

Numerosi i saluti da parte del mondo della scienza e dello spettacolo: il cast della sitcom The Big Bang Theory lo ha salutato con un tweet corredato da una foto del cast insieme allo scienziato. In particolar modo, un commosso Johnny Galecki (Leonard nella serie), lo ha salutato su Instagram.

 

Tra i tanti a ricordare il brillante professore, anche la NASA e la Cambridge University, per cui aveva ricoperto la cattedra lucasiana di matematica per trent’anni dal 1979 al 2009, oltre ad essere stato fino alla morte il direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica.

 

Lo scienziato aveva collaborato anche con il mondo della musica e più in particolare con la rock band Pink Floyd. Due i brani che lo vedono protagonista: Keep Talking, tratto da The Division Bell, scritto da David Gilmour, in cui Hawking appare tramite la sua voce registrata con il sintetizzatore vocale; Talkin’ Hawkin’, presente nell’ultimo lavoro della band, The Endless River, un brano interamente strumentale che accompagna un discorso celebre dello scienziato sulla comunicazione, di cui segue una traduzione:

“Il discorso ha permesso la comunicazione delle idee
Dando modo agli umani di lavorare insieme per costruire l’impossibile.
I più grandi risultati dell’umanità sono stati raggiunti con la comunicazione.
Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro.
Con la tecnologia a nostra disposizione, le opzioni sono sconfinate.

Tutto ciò che dobbiamo fare è assicurarci di mantenere la comunicazione”

 

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