Fano: emergenza finita, bomba portata in mare

Riaprono negozi e uffici pubblici, le scuole rimangono chiuse. Il traffico ferroviario, fermo da ieri, torna alla normalità

Si è concluso l’allarme bomba a Fano (Pesaro Urbino): l’ordigno della seconda guerra mondiale, scoperto ieri in un cantiere, è stato prelevato all’alba e portato in mare aperto, dove sarà fatto brillare nella giornata di oggi. Il sindaco Massimo Seri, dopo aver definito «eccezionale e rischioso» l’intervento degli artificieri, ha parzialmente revocato l’ordinanza con cui ieri aveva fatto evacuare circa 23mila persone (un terzo della popolazione di Fano), residenti nel raggio di quasi 2 chilometri dal luogo di ritrovamento della bomba.

Il primo cittadino ha reso noto che la Marina Militare provvederà a delimitare la zona di mare dove è stata depositata la bomba, zona interdetta alla navigazione marittima e aerea. Seri ha quindi ringraziato «uomini e donne» delle forze armate, l’Esercito e la Marina per il lavoro svolto: nell’interesse della comunità gli artificieri hanno messo «a repentaglio la propria vita per salvarne altre ed evitare situazioni gravi. È un bel modo di servire il Paese».

Riaprono oggi anche i negozi e gli uffici pubblici. Rimangono invece chiuse le scuole di ogni ordine e grado nonostante l’emergenza sia finita, questo per motivi logistici e pratici. Nel frattempo è ripresa la circolazione ferroviaria sulla linea Bologna-Pescara, sospesa intorno alle 22 di ieri. I treni hanno subito ritardi fino a 140 minuti, mentre sette convogli sono stati cancellati, sei deviati e quattordici limitati nel percorso.

 

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