Centrodestra, Salvini tratterà per la presidenza delle Camere

Nessun accordo con il Pd, ma si può dialogare con i Cinque Stelle. La Meloni intanto propone Salvini per il Senato, ma il leader leghista sarà premier del centrodestra.

Nella serata di ieri a Palazzo Grazioli a dettare le regole non è stato il padrone di casa, Silvio Berlusconi, bensì il suo ospite Matteo Salvini, forte del 17% di voti alle politiche dello scorso 4 marzo. Sarà lui a trattare sulle presidenze di Camera e Senato. Un secco «no» al Pd, mentre c’è una sensibile apertura verso il Movimento cinque stelle. Il primo summit della coalizione del centrodestra, a cui ha preso parte anche Giorgia Meloni accompagnata da Ignazio La Russa, si è svolto in un clima cordiale. Nella nottata romana sono state indicate le prime linee guida da seguire per il futuro governo. La Meloni ha proposto a Salvini la candidatura per la presidenza del Senato. Una proposta che andrebbe in collisione con le ambizioni di Forza Italia, intenzionata a prendersi Palazzo Madama. Nella mente di Berlusconi, infatti, ci sarebbe l’idea di proporre Salvini come premier a Sergio Mattarella affinché il Capo di Stato possa dare un mandato esplorativo al segretario della Lega. Ora la palla passa quindi al leader del Carroccio che dovrà scegliere se essere il candidato premier del centrodestra oppure correre per il Senato. Ipotesi, quest’ultima, remota nonostante la spinta di FdI. Unica certezza è che la coalizione unita si presenterà alle consultazioni al Quirinale. Intanto al leader del Carroccio è stato affidato il compito di incontrare i suoi della Lega, il Pd e M5S per trovare una soluzione per le presidenze di Camera e Senato. Ieri nella riunione romana, era presente anche il leghista Giancarlo Giorgetti, interessato alla presidenza di Montecitorio. «Niente inciuci» era il must che guidava il pensiero sia di Matteo Salvini sia di Giorgia Meloni. Svanisce del tutto il sospetto di un possibile tradimento del leader leghista con un accordo con Luigi Di Maio, ma c’è stata l’apertura al dialogo con il M5S nonostante l’iniziale ostruzionismo di Berlusconi. L’accordo con i pentastellati non è stato del tutto escluso dalla coalizione, anche se il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani oggi ha chiuso la porta in faccia ai grillini: «non credo si possa realizzare un Governo Lega-M5S perché i deputati della Lega sono stati eletti anche con i voti di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Non tradirebbero mai l’impegno preso con gli elettori. Sono stati eletti per fare un’altra cosa». Il piano B del centrodestra prevedeva inizialmente di smuovere il Pd, ma senza indicare Salvini come futuro premier. Ma se è improbabile vedere il leader del Carroccio correre per il Senato, sarebbe impossibile immaginare che si metta completamente da parte. L’ultimo scenario a questo punto sarebbe un governo di scopo sostenuto da tutte le forze politiche che porti di nuovo al voto con una nuova legge elettorale. Ipotesi che Berlusconi non sdegna, ma ritenuta pur sempre l’ultima spiaggia, mentre Salvini ha dichiarato che la Lega non ha paura di tornare subito al voto.

Di Valerio Di Fonso

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