14 marzo: il mondo festeggia il pi day

Pi greco, unico numero irrazionale conosciuto da tutti, è presente nella nostra quotidianità, anche se noi non ce ne accorgiamo

Un numero senza fine, una sequenza di cifre senza alcuna periodicità, questo è il pi greco, approssimato a 3,14. Il numero irrazionale più conosciuto viene celebrato oggi, 14 marzo (nei paesi anglosassoni 3/14), il pi day.

Stiamo parlando di un numero che, inconsapevolmente, utilizziamo ogni giorno, che fa funzionare i nostri smartphone, regola le orbite dei satelliti ed è fondamentale per la prevedibilità dei mercati finanziari. Pi greco nasce dal rapporto «impossibile» fra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro – grandezze non rapportabili in termini ed è l’emblema dei numeri irrazionali, in parole povere quei numeri che dopo la virgola hanno una serie di cifre infinita e sempre diversa. Per capirci, se abbinassimo a ogni cifra (o coppia di cifre) una lettera, andando sempre più a fondo della coda decimale di pi potremmo trovare scritta tutta la Divina Commedia o la Costituzione italiana. I computer più moderni hanno permesso di calcolare milioni di cifre dopo la virgola, senza però riscontrare nessuna regola che, basandosi sulle cifre conosciute, permetta di calcolarne altre. Questo perché pi, come dicevamo, è un numero irrazionale.

Stiamo parlando di una costante matematica che non ha nessun riscontro preciso fisico: in altre parole in natura pi non esiste, almeno non perfettamente. È un’astrazione, un rapporto «impossibile» che però – forse perché unico numero razionale che tutti noi conosciamo fin dai tempi della scuola – ha nel mondo milioni di «fan» dentro e fuori dal mondo accademico matematico.

Pi è anche protagonista di molti aneddoti di carattere storico. Per esempio, nel 1897 in Indiana è stato proposto un disegno di legge che stabiliva il valore di pi a 3,2. Autore del calcolo (errato) era il matematico dilettante Edward J. Goodwin, presunto solutore di alcuni problemi matematici già al tempo dimostrati come insolubili.

Il pi day è forse l’unico caso in cui la matematica entra nel mainstream, l’unico caso in cui da disciplina odiata e ostica arriva – seppur in modo superficiale – alla portata di tutti.

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