Spia avvelenata: oggi forse la risposta del Cremlino

In programma l’incontro fra Johnson e l’ambasciatore russo. Gli Usa: «Non ci sono giustificazioni per questo tipo di attacchi»

«È chiaramente opera della Russia e provocherà una reazione», con le parole del segretario di Stato Rex Tillerson anche gli Usa entrano nella spy story che coinvolge il Cremlino e il Regno Unito dopo l’avvelenamento con gas nervino dell’ex agente segreto russo Sergej Skripal e della figlia Yulia a Salisbury. La posizione degli Stati Uniti è la stessa della premier britannica Theresa May che ha definito la responsabilità della Russia nel duplice tentato omicidio come «altamente probabile». Tillerson ha espresso la vicinanza degli Usa nei confronti della Gran Bretagna: «Non ci sono giustificazioni per questo tipo di attacchi, il tentato omicidio di un cittadino sul territorio di una nazione sovrana».

Una prova del coinvolgimento del Cremlino è nelle analisi del gas utilizzato: si tratterebbe di una sostanza appartenente a un gruppo di gas nervini, i Novichok, prodotti proprio in Russia. Delle due l’una, secondo Theresa May: o il Cremlino è direttamente coinvolto nell’attacco all’ex spia, oppure il governo russo ha «perso il controllo» dei propri arsenali chimici.

Nel frattempo la tensione fra Regno Unito e Russia è alle stelle: il ministro degli Esteri Boris Johnson vuole incontrare «entro 24 ore» l’ambasciatore russo in Gran Bretagna per avere chiarezza sull’accaduto. Domani Theresa May andrà a riferire l’esito dell’incontro al Parlamento e, se la risposta dell’ambasciatore non dovesse scagionare Mosca, la premier si dice pronta a prendere «ampie misure» contro l’utilizzo di armi non convenzionali sul territorio britannico. L’indignazione in Parlamento è bipartisan: viene invocata «una nuova guerra fredda», si parla di «atto di terrorismo» e viene rispolverata l’etichetta di «Stato canaglia», utilizzata a suo tempo negli Stati Uniti per l’Iraq di Saddam.

Il Regno Unito ricorda bene il precedente di un altro transfuga russo, Aleksandr Litvinenko, morto nel 2007 dopo aver bevuto un tè contenente polonio 210.

Nel frattempo a Salisbury si rischia il panico: le autorità hanno lanciato l’allerta sul ritrovamento di tracce del nervino nel pub e nel ristorante in cui Sergey Skripal e la figlia erano stati prima di sentirsi male. Si raccomanda attenzione anche alle 500 persone passate di lì in quello stesso pomeriggio.

Aggiornamento
Da Mosca arriva una dura smentita alle accuse mosse da Theresa May: il Cremlino non intende rispondere all’ultimatum di Londra finché non verrà consegnato il risultato delle analisi del gas, queste le parole del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov

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